ARTICOLO 1

 

Di Franco Remondina  (dodicesima.com)

Dopo che i tedeschi hanno difeso e salvato le loro banche, dopo che gli spagnoli hanno fatto lo stesso, che i francesi idem, sempre con soldi pubblici, da noi, grazie a complicità diffuse, si giunge alla conclusione che le banche italiane devono essere salvate da noi, dai correntisti, con i loro conti correnti?

Renzi, ha già mostrato la sua efficienza nel caso di Banca Etruria, la famiglia Boschi poi, ha fatto di meglio…

Il Bail-in, l’accordo con la UE… Si sono venduti i nostri conti correnti?

Le perdite in borsa dicono una cosa: SONO GLI ALTRI CHE NON HANNO SOLDI, la Bundesbank che ha grandi guai, la Banque d’Agricole (il modello di banca preferito da Renzi NdA), sono già fallite, è lo stato che le protegge.

Da noi, oltre al PD, Forza Italia e M5S, sono al “ssst… zitti “.

Sono i traditori degli italiani.

Poi ci sono i giornalisti e gli economisti… Repubblica e Corriere…

Abbiamo trattato per un anno con la UE sulla Bad-bank, risultato? Nulla.

La Ue è rimasta ferma sulle sue posizioni e ci ha sfanculato. Sono le perdite delle banche a dirlo, Unicredit, Ubi banca et altre..

C’è qualcosa che non va!

Come dicevo e dico da anni: vojono i sordi… i nostri soldi.

Questi economisti che da dieci anni non ne indovinano una, continuano a pontificare e a essere ossequiati nei media, ma non ne capiscono… La prova?

Nessuno di questi aveva previsto la crisi del 2008!

Nessuno di questi ha previsto questa!

Se non ci fosse una platea di “venduti” a prendere nota di quel che dicono e ripeterlo come pappagalli, allora forse certe frasi questi idioti, non potrebbero dirle: “La crescita è forte, ma rallenta”(????? se è forte come fa a rallentare?) come disse Draghi…

Lo dice adesso anche la Yellen della FED e nessuno che eccepisce…

Il PD approva la legge sul Bail-in a gennaio di quest’anno e Bankitalia ne sta già chiedendo la moratoria?

La proposta dell’economista ed ex ministro Paolo Savona

Perché l’Italia non chiede la moratoria del bail in, essendo l’Europa un’”area politica di moratorie” rese necessarie per le rigidità che introduce con le sue direttive in un mondo che chiede flessibilità nelle scelte? Ovviamente, come tutte le moratorie in corso, essa sarà temporanea, almeno finché non si trova una soluzione più adatta per proteggere i risparmiatori.

È ciò che dicono i paesi del Nord Europa per la moratoria del Trattato di Schengen riguardante la libera circolazione delle persone ed è ciò che si pratica per gli inadempimenti del fiscal compact e, ancor più dell’accordo sugli avanzi eccessivi delle bilance dei pagamenti. Nell’Europa delle moratorie, non si vede ragione perché non si decida che anche la direttiva sulla risoluzione delle crisi bancarie debba essere oggetto di sospensione, per frenare la crisi di fiducia che ha colpito le clientela bancaria a causa della “lezione” che a essa è stata data negando la validità delle obbligazioni subordinate ripetendo in piccolo l’errore degli Stati Uniti quando hanno lasciato andare fallita la banca Lehman. Infatti, vanno aumentando gli accumuli di contante nelle cassette di sicurezza e i trasferimenti di risparmio all’estero.

Decidere la moratoria manderebbe alla clientela il contro messaggio che si sta seriamente studiando come proteggere il risparmio affidato alle banche, rispettando l’art. 47 del dettato costituzionale. Il motivo ufficiale lo offre il rifiuto della Germania di accettare un fondo unico di tutela dei depositi in Europa, almeno per le grandi banche sotto vigilanza della BCE, che era parte integrante degli accordi per approvare la direttiva detta del bail-in, lasciando agli Stati la responsabilità di garantire i depositi delle piccole banche che ancora non sono in questa condizione.

L’Italia non avrebbe alcun danno dal chiedere la moratoria, salvo che la Banca d’Italia non disponga di informazioni che alcune banche siano già in difficoltà senza che la clientela lo sappia, prendendosi per giunta l’ingiusta accusa d’essere ignorante anche da parte di illustri colleghi come il prof. Alesina, e desideri perciò mantenere a portata di mano lo strumento creato che porta a carico dei risparmiatori i fallimenti bancari. Se queste preoccupazioni non esistono, perché non chiedere la moratoria, date le implicazioni negative che comporta la legge entrata in vigore il 1° gennaio, le cui controindicazioni sono state esplicitate nel mio articolo pubblicato da MF il 5 gennaio 2016?.

Depositi i soldi in banca? Hai bisogno di una patente di risparmio! Non è una cazzata, davvero, la chiede questo economista del Corriere: https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwid-ue_7svKAhUFhhoKHcFMBUEQFgggMAA&url=http%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Feditoriali%2F16_gennaio_07%2Fpatente-finanziaria-risparmiatori-editoriale-alesina-1bcc1708-b507-11e5-8efc-b58ffc8363b9.shtml&usg=AFQjCNGDuFa9fENFZEzt9sLDb27EuNbdAg&sig2=Bt4uaMUd7yZM_483c02iIw

Siamo al ridicolo, anzi, al grottesco.

Come vedete, le cose sono facili, tuttavia diventano incomprensibili se non capisci.

Dai, votateli tutti, perché parlano bene, perché sono il nuovo che avanza…

Ricordate, non basta dare indietro i soldi del finanziamento pubblico per essere onesti, cosi come non è sufficiente essere onesti per capire.

E che vogliate o no, capire è la cosa basilare!

Di Franco Remondina (Dodicesima.com)

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