Abbassare le persiane!

Alcune precise-azioni riguardo la “finestra di Overton” sono indispensabili.
La definizione è questa:

Uno schema di comunicazione, persuasione e di manipolazione delle masse!

Non è stato messo a punto dal sociologo Joseph P. Overton, questo schema è presente nella storia da millenni.
Overton ne ha tratto solo i dati salienti.
Senza la sociologia queste cose si chiamano “usi e costumi”, con la sociologia invece si chiamano schemi di comunicazione.
Le religioni attuano da millenni la “finestra di Overton”, ogni struttura di potere, dall’Impero alla monarchia, dal feudalesimo alla catena di montaggio delle fabbriche è basata su precisi schemi di comunicazione.
In genere si tratta di “rituali”, parole d’ordine, regola-menti, comanda-menti.
Ecco, se proprio si deve parlare di schemi di comunicazione, non si deve intendere nel modo in cui li intendiamo oggi, tale modo è infatti frutto di una manipolazione, li si deve intendere come “il modo in cui parliamo a noi stessi”.
A parità di comunicazione, cioè a seconda di come comunichiamo con noi stessi, troveremo simpatici quelli con schemi simili e antipatici quelli con schemi dissimili.
Ma è sul “modo in cui parliamo a noi stessi” che la manipolazione assume il carattere di pericolosa coercizione.
Non voglio dilungarmi troppo su quali siano i ragionamenti e i motivi per cui abbiamo accettato alcune idee invece che altre, non faccio il sociologo, tuttavia mi preme dire che il nucleo della manipolazione avviene nello “stato psichico” della singola persona.
Sono strutture ereditate da chi è venuto prima di noi, a cui non è possibile sottrarsi in quanto sono incluse nella “lingua madre”, il linguaggio contiene in sè stesso l’effetto del principio “schema di comunicazione”.
Ma se il linguaggio è il vettore principale dello schema, parimenti lo è la disposizione di tale schema, in altre parole le persone di una comunità tendono ad avere lo “stato psichico” simile. Questo è dovuto alla similitudine del movimento oculare.
Le persone di una regione, condividono senza accorgersene, lo stesso schema oculare di base nella ricerca delle informazioni riguardanti il proprio stato psichico.
Questa è la base costituente di ogni comunità-socialità.
Per questa ragione le credenze e le superstizioni sono caratteristiche peculiari di questa o quella comunità.

E c’è una grande questione, riguardante il linguaggio: è nato prima il linguaggio o la grammatica?
Nascono insieme, grazie allo schema di comunicazione.
Ma questo ci porta fuori dallo scopo di questo articolo, attraverso il linguaggio vengono veicolati concetti “astratti” come patria, democrazia, libertà etc etc
A seconda della comunità possono essere a volte concetti privi di logica, eppure condivisi, sono le cosiddette superstizioni.
Un marinaio dell’antica Grecia che, apprestandosi a navigare, compie un sacrificio agli dei, realizza un’azione in nulla adeguata o utile al suo scopo di navigare. E quando parliamo, non abbiamo nessuna coscienza esplicita delle competenze grammaticali che utilizziamo per raggiungere lo scopo di enunciare frasi ben formate. Il problema è però che l’individuo sociale, pur agendo in modo non logico, presenta la caratteristica di accompagnare i propri comportamenti con delle formulazioni verbali, la cui funzione è quella di fornire un motivo del comportamento stesso.
E’ questa la chiave della manipolazione, il linguaggio!
Le religioni hanno il “loro” linguaggio, la politica anche, la matematica e ogni altro campo specifico ha il proprio linguaggio.
E’ questa la base dello schema manipolatorio dello stato psichico personale.
Credo che basti come spiegazione, quindi veniamo al punto: esiste una finestra di Overton comune a tutte le comunità sociali umane?
Si, l’unico schema di comunicazione-persuasione condiviso interrazzialmente è quello della morte.
E’ uno schema riconoscibile, ovunque nel mondo, le persone muoiono.
E’ la finestra di Overton che abbiamo ereditato.
Forse è meglio che venga chiusa al più presto!
(prosegue…)

Di Franco Remondina

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