La “necessità” di altre terre

Inutile girarci intorno, il bisogno umano più impellente è senz’altro quello di “altre terre”, per dirla in poche parole, ci sentiamo intrappolati.
Lo spirito d’avventura è lo spirito che oggi manca.
Ripensando alla storia per come viene continuamente ri-modulata, ci sono dettagli davvero significativi del fatto che non ce l’abbiano mai raccontata giusta.
Per esempio questo libro, A Biography of the Fish That Changed the World (1997) di Mark Kurlansky, offre una visione completamente diversa.

L’autore scrive che nel medioevo, i pescatori baschi divennero ricchissimi grazie alla vendita di un pesce, il merluzzo atlantico, che non esisteva nei mari baschi e neppure nei mari spagnoli.
I baschi, che non avevano mai detto da dove provenisse il pesce, lo tennero segreto.

Dice il libro:

“C’erano merluzzi al largo dell’Islanda e nel Mare del Nord, ma gli scandinavi, che pescavano merluzzo in quelle acque da migliaia di anni, non avevano visto i baschi. I britannici, che pescavano il merluzzo ben al largo fin dai tempi romani, non incontrarono pescatori baschi nemmeno nel XIV secolo, quando i pescatori britannici iniziarono a spingersi verso le acque islandesi.”

Il mistero era destinato a venire scoperto, fu Giovanni Caboto nel 1497 a scoprire (???) il continente americano, per conto degli inglesi:

“Caboto riportò il merluzzo come prova della ricchezza di questa nuova terra, la Nuova Terra Trovata, che rivendicava per l’Inghilterra. Trentasette anni dopo, arrivò Jacques Cartier, fu accreditato di aver “scoperto” la foce del San Lorenzo, piantò una croce sulla penisola di Gaspé e rivendicò tutto per la Francia. Notò inoltre la presenza di 1.000 pescherecci baschi. Ma i baschi, desiderosi di mantenere un buon segreto, non l’avevano mai reclamato per nessuno.”

Se lo sapevano i baschi, chi altro lo sapeva prima di Colombo?

Un documento scoperto nel 2013, datato 1345, suggerisce che i marinai italiani di Genova fossero già a conoscenza del Nord America circa 150 anni prima che Cristoforo Colombo salpasse per esso.

“La Cronica universalis, scritta in latino dal frate milanese Galvaneus Flamma (1283-1345), contiene un sorprendente riferimento a una terra chiamata Marckalada, situata a ovest della Groenlandia. Questa terra è riconoscibile come il Markland menzionato da alcune fonti islandesi e identificato come parte della costa atlantica del Nord America.

Il riferimento a Galvaneus Flamma, probabilmente derivato da fonti orali ascoltate a Genova, è la prima menzione del continente americano nella regione mediterranea e fornisce prove della circolazione (fuori dall’area nordica e 150 anni prima di Cristoforo Colombo) di narrazioni su terre oltre la Groenlandia.”

Curioso che un pesce demolisca la narrazione storica ufficiale, vero?
Lasciamo però il merluzzo per qualcosa di più evidente, ho scritto molte volte di come le mappe di quel tempo mostrassero chiaramente le “altre terre” che oggi invece sono state fatte scomparire.
La mappa di Urbano Monte è l’araldo di quelle terre che oggi sono scomparse dalla geografia.
E’ sicuramente una operazione “pianificata”

Il processo a Galileo Galilei, sostenitore della teoria copernicana eliocentrica sul moto dei corpi celesti in opposizione alla teoria geocentrica, sostenuta dalla Chiesa cattolica, iniziò a Roma il 12 aprile 1633 e si concluse il 22 giugno 1633 con la condanna per “veemente sospetto di eresia” e con l’abiura[2] forzata delle sue concezioni astronomiche, fu un processo vero o falso, secondo la mia opinione, quel processo fu l’equivalente seicentesco del falso viaggio sulla Luna.

Sono operazioni psicologiche.
Il processo a Galileo è del 1633…
Ora, tiriamo i fili, Magellano nel 1518 ricevette l’incarico dal Re di Spagna e partì per trovare la terra delle spezie…

Magellano cosa veramente scoprì?
Leggende dicono che riuscì a trovare un varco verso “altre terre”, decidendo di rimanervici.

Ora, la vedete la rotta? Si dice che l’Australia sia stata scoperta nel 1750…
Da James Cook…
Insomma, la raccontano così, Cook fece diverse volte il giro del mondo, cercando di trovare il varco di Magellano, ma non ci riuscì.
Gli accordi segreti che gli inglesi stipularono, sono appunto segreti, nulla si sa, solo che nessuno, ancora oggi può avvicinarsi all’antartide.

Questa limitazione di spazio, chiamiamola così, rischiava di far crollare ogni tipo di immaginario geografico, ogni pulsione di scoperta.
Per questa ragione sono stati pensati i filoni della fantascienza, romanzi come 20 000 leghe sotto i mari, Viaggio al centro della Terra etc etc…
Poi è venuto il momento di raccontare dei viaggi nella Via Lattea, la Nasa e tutto il resto.

Il vero viaggio non può mai essere quello che ti aspetti, quello che il sistema ti fa credere possibile.
Non troverai il merluzzo atlantico nei viaggi dimensionali, perchè non esistono le dimensioni.
Sapere o non sapere la verità, fa tutta la differenza del mondo.

Di Franco Remondina

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