Per legittima difesa è stata costituita una NATO che non si vede?
Varrebbe la pena di considerare la questione, ma non si vuole farlo perchè la Nato 2.0 è quella di Cina-Korea del Nord- Iran-Russia?
Naturalmente è una ipotesi, ma i vantaggi sarebbero evidenti.
L’Iran è sopravvissuto a quaranta anni di sanzioni occidentali (eehmm occidentali…) l’occidente è già alla canna del gas dopo due settimane.
Ricordate i due pilastri essenziali di un impero?
Monopolio della produzione di merci strategiche
Monopolio della produzione di denaro strategico
In mancanza del primo monopolio il secondo non può stare in piedi.
E’ evidente che sia così!
La necessità di creare una guerra “importante ma non troppo” , quella dell’attacco all’Iran è principalmente, anzi esclusivamente dovuta al fattore di implosione finanziaria che è stato accelerato da vari fattori.
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
La bancarotta del sistema finanziario dietro la guerra di Trump
La trappola in cui l’amministrazione Trump si è cacciata in Iran ha portato i media occidentali alla narrazione secondo cui dietro l’attacco Israelo-americano “non vi è alcuna strategia”. A prescindere dal successo o fallimento dell’operazione, questa narrazione si scontra con la linea politica delineata nei due documenti strategici pubblicati nel dicembre 2025 e nel gennaio 2026: la Strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America 2025 (vedi) e la Strategia di Difesa Nazionale degli Stati Uniti d’America 2026 (vedi). Sebbene con alcune differenze tra i due documenti, la strategia alla base dell’attacco all’Iran è lì per chiunque voglia vederla, come la Lettera rubata del celebre racconto di Edgar Allan Poe.
La strategia è: contenere la Cina e, in secondo luogo, impadronirsi delle risorse strategiche. I due documenti, specialmente il primo, sono piuttosto espliciti sulla motivazione alla base della strategia di contenere la Cina e controllare le risorse, in particolare petrolio e gas: mantenere la supremazia del dollaro statunitense nel sistema finanziario globale.
È un buon esercizio pedagogico confrontare la dinamica del crollo in corso del sistema finanziario globale basato sul dollaro con lo sviluppo della strategia “get Iran”. Come ha rivelato il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent il 20 gennaio scorso, durante un’intervista al Forum economico mondiale di Davos, la politica statunitense aveva contribuito a creare una “carenza di dollari” in Iran, provocando il crollo della valuta e le proteste. La guerra economica era iniziata con la reintroduzione di dure sanzioni internazionali nel settembre 2025.
Proprio in quel periodo, i trader avevano iniziato a intravedere l’avvicinarsi del prossimo crollo finanziario globale, come riportato dall’EIR (vedi), e le autorità di regolamentazione avevano lanciato un allarme sulla bolla del cosiddetto credito privato (vedi). Nello stesso periodo, si intensificarono le minacce di Donald Trump contro i BRICS, nel caso avessero cercato di sostituire il dollaro nel commercio internazionale. Naturalmente, non c’era alcun pericolo imminente che ciò potesse accadere. L’unica minaccia imminente per il dollaro era il dollaro stesso!
Gli avvertimenti delle autorità finanziarie sull’imminente crollo della bolla del credito privato hanno continuato a susseguirsi per tutto novembre e dicembre. Alla fine del 2025, la guerra economica contro l’Iran ha iniziato a dare i suoi frutti: nella seconda metà del mese, il crollo del rial ha subito un’accelerazione e sono iniziate le proteste. Il governo di Teheran ha riconosciuto che le proteste erano legittime, ma sono successivamente degenerate in episodi di violenza, scatenati da provocatori e agenti israeliani.
Parallelamente all’escalation in Iran, la liquidità si stava prosciugando in modo molto più drammatico nei mercati globali, tanto che la Federal Reserve dovette intervenire con massicci iniezioni alla fine di ottobre, novembre e dicembre (vedi SAS 2/26), per un totale di 268 miliardi di dollari, una portata mai vista dai tempi del lockdown per il Covid. La crisi di liquidità era stata causata dal crescente numero di segnalazioni di insolvenze nel settore del credito privato (per una spiegazione di che cosa sia il credito privato, vedi qui.
Tratto dal sito Maurizio Blondet
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Come anticipato nei post precedenti, la politica delle cannoniere, di britannica memoria, non è più una opzione.
L’attacco US-Israele all’Iran ha tolto ogni maschera, ogni residuo di filo-occidentalismo nella società iraniana.
Viene meno il supporto alle rivoluzioni colorate, la popolazione dissidente orientata all’Occidente in Iran ha ora rinunciato all’Occidente a causa dei bombardamenti indiscriminati degli Stati Uniti contro il popolo iraniano, piuttosto che solo contro il regime.
Davvero bravi
HANNO SBAGLIATO TUTTO!
Ma sembrano insistere.
Trump dovrebbe dire che la guerra è finita, sarebbe la soluzione che forse gli salverebbe il culo.
Perchè , una cosa sta diventando chiara, il controllo dei mari, non ce l’hanno più.
Inteso come predominio che impone anche il controllo dei porti.
Resta aperta ‘ opzione “pirateria”, cioè quel che hanno sempre fatto.
Ma i pirati, alla fine vengono impiccati, proprio secondo la legge del codice marinaresco.
Per ora basta così, anzi no, c’è sempre quella faccenda dell’acqua potabile.
Se gli US-Israele provano un colpo di mano, l’acqua potabile di Israele vavavouma..

