L’errata comprensione

Uno dei temi più ricorrenti della storia, quello della “fine dei tempi” è francamente un solecismo, cioè un errore di linguaggio.
Siamo in un momento storico dove c’è questa ripetizione ossessiva di qualcosa che “non è stato compreso”.
Qualcosa sta succedendo, questo è certo, ma non sarà la fine del mondo, men che meno la fine dei tempi.
Sono due cose diverse, le religioni parlano di profezie legate a qualcosa che deve cambiare, ma sono “profezie”, cioè sono state antesignane dell’attuale moderna “programmazione predittiva”, cioè le profezie sono l’equivalente dei Simpson che prevedevano il crollo delle Torri gemelle e molti altri episodi.
Sono un trucco per condizionare le persone a pensare in una direzione particolare.
Usano immagini e numeri…
Una curiosità è che la Bibbia ufficiale del Vaticano è fatta da un numero preciso di parole: 33030.

Che cosa temono?
Quali sono i tempi che finiscono?
Questa è la domanda da farsi, non altre derive profetiche.
Finirà il loro tempo?
Si, è inevitabile che sia il loro tempo a finire, la ragione è semplice, sono adoratori della morte e per quanto facciano , Mt 24; 2-8

[2] Gesù disse loro: “Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata”.

Siamo in un momento cruciale, l’ideologia basata sulla morte è al tramonto.
Del resto il monito di Gn 3;19: 19 Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!», è stato solo un avvertimento, “se continui a fare quel che hai sempre fatto, otterrai quel che hai sempre ottenuto!
Era un monito, non un destino!
La fine dei tempi è in realtà un solecismo, una incomprensione, è l’ignorante a cui il saggio indica la luna e l’ignorante guarda l’unghia del dito…

E’ la fine del culto della morte e i suoi adoratori avranno quel che adorano!
Niente può fermare questo!


Di Franco Remondina

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