Maduro-Duro!

La risposta della Cina:

Hal Turner Radio Show – La Cina Sanziona gli Stati Uniti Per l’arresto di Maduro in Venezuela

Trad

La Cina colpisce gli Stati Uniti con una controffensiva economica furtiva dopo l’arresto di Maduro.

La Banca di Cina ha sospeso discretamente tutte le transazioni in dollari USA con aziende legate al settore della difesa statunitense. Boeing, Lockheed Martin, Raytheon e General Dynamics hanno visto le loro transazioni legate alla Cina congelate senza preavviso.

La State Grid Corporation of China (SGCC) ha annunciato revisioni tecniche dei contratti con fornitori statunitensi di apparecchiature elettriche, segnalando un deliberato disaccoppiamento dalla tecnologia americana.

La China National Petroleum Corporation riorganizzò le sue rotte di approvvigionamento globali, annullando i contratti di consegna di petrolio alle raffinerie statunitensi per un valore annuo di 47 miliardi di dollari e reindirizzando le forniture verso India, Brasile, Sudafrica e altri partner del Sud Globale.

Questo è solo l’inizio. La Cina non vuole essere esclusa dal settore petrolifero venezuelano.

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Il 5 gennaio due giorni dopo il rapimento di Maduro:

Dopo il rapimento di Maduro, Xi Jinping ha convocato una riunione urgente del Comitato permanente del Politburo, durata esattamente 120 minuti. Non ci sono stati comunicati o minacce diplomatiche, ma solo il silenzio prima della tempesta, perché questa riunione ha attivato quella che gli strateghi cinesi chiamano una “risposta asimmetrica integrata” per contrastare all’aggressione contro i propri partner dell’emisfero occidentale. La prima fase della reazione cinese è iniziata alle 9:15 del 4 gennaio, quando la Banca Popolare Cinese ha annunciato la sospensione temporanea di tutte le transazioni in dollari statunitensi con aziende legate al settore della difesa Usa: Boeing, Lockheed Martin, Raytheon e General Dynamics si sono svegliate con la notizia che tutte le loro transazioni con la Cina erano state congelate senza preavviso. Alle 11:43 dello stesso giorno, la State Grid Corporation of China, che controlla la più grande rete elettrica del mondo, ha annunciato la revisione tecnica di tutti i suoi contratti con i fornitori statunitensi di apparecchiature elettriche, lasciando intendere che la Cina si sta disconnettendo dalla tecnologia americana. Alle 14:17, sempre il 4 gennaio, la China National Petroleum Corporation, la più grande compagnia petrolifera statale al mondo, ha annunciato la riorganizzazione strategica delle sue rotte di approvvigionamento globali. Ciò significa che l’arma energetica è stata riattivata, il che a sua volta comporta la revoca dei contratti di fornitura di petrolio con le raffinerie statunitensi per un valore di 47 miliardi di dollari all’anno. Questo petrolio, precedentemente consegnato alla costa orientale degli Stati Uniti, è stato ora dirottato verso India, Brasile, Sudafrica e altri partner del Sud del mondo. Ciò ha causato un’impennata del 23% dei prezzi del petrolio in una singola sessione di contrattazione. Il giorno successivo la China Ocean Shipping Company, che controlla circa il 40% delle capacità di trasporto marittimo globale, ha condotto una cosiddetta ottimizzazione delle rotte operative, il che significa che le navi cargo cinesi hanno iniziato a evitare l’uso dei porti americani: Long Beach, Los Angeles, New York e Miami, dove mediamente il traffico proveniente dalla Cina costituisce dal 35 al 40 per cento del totale. Un disastro per Walmart, Amazon, Target e altri operatori commerciali di questo tipo. Sempre il 5 gennaio, il sistema di pagamento interbancario transfrontaliero cinese (CIPS) ha annunciato che avrebbe ampliato la sua capacità operativa per includere qualsiasi transazione globale che il sistema Swift, controllato da Washington, volesse eludere. Ciò significa che la Cina ha fornito al mondo un’alternativa pienamente funzionale al sistema finanziario occidentale. La reazione è stata immediata e massiccia: nelle prime 48 ore dall’entrata in funzione, sono state regolate transazioni per un valore di 89 miliardi di dollari. Le banche centrali di 34 paesi hanno aperto conti operativi nel sistema cinese, il che significa un’accelerazione della de-dollarizzazione di una delle più importanti fonti di finanziamento degli Stati Uniti.

Infine vi prego di porre attenzione alla foto che compare sulla sinistra: essa ritrae un momento della visita di 4 giorni che il presidente sudcoreano ha recentemente effettuato in Cina. Eccolo assieme a Xi Jinping e alle rispettive mogli. Da notare che la consorte del leader cinese ha deciso di indossare qualcosa dei primi anni della Repubblica, intorno al 1920, prima della guerra civile cinese, quando Pechino si opponeva alla conquista della penisola coreana da parte del Giappone. La First Lady coreana invece ha scelto di indossare qualcosa di ancora più tradizionale, risalente a secoli fa, quando la Corea era considerata parente fraterna della Cina. Sono piccoli segnali che né il rozzo Trump e nemmeno le diplomazie occidentali sono in grado di cogliere, ma indicano un progressivo riavvicinamento tra Pechino e il Sud Corea che è uno dei bastioni americani in Asia. L’impero si va sfasciando e più aggressivo diventa, più suscita il desiderio di difendersi dalla sua arroganza.

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A questo va aggiunto anche

(7) Why China is confident about a war with the US (Part 2)

E’ duro Maduro duro…

Di Franco Remondina

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