Quel che manca…

L’attuale controsviluppo del Sapiens è dovuto a una “mancanza” specifica, quel che manca è riassumibile in pratica con nuovi cieli e nuove terre.
E’ questo che manca oggi.
E’ una mancanza che il Sapiens, l’essere umano attuale, nasconde a sè stesso, ma non ce la fa, è una mancanza sensibile, cioè reclamata dai sensi fisici, attraverso la sensazione di essere imprigionati dentro una cella.
La prigione “Terra”!
Siamo prigionieri che ormai sanno, alcuni di noi sanno, che ci sono altre terre oltre il polo Sud…
Non ci possiamo nemmeno avvicinare a quelle terre…
Ci sono stati accordi “politici” con gli “altri”, con chi abita oltre il circolo antartico.
Fu Magellano a scoprire un varco antartico, nel 1522…
La storia l’ho già accennata in un paio di post su far-falla.com tre anni fa…
Magellano scoprì il varco, finse di essere morto, cioè architettò di non tornare, fu suo cognato a raccontare che era stato ucciso da una tribù di indigeni…
Ma non è questo il tema, il vero nodo della questione è che ci sono altri abitanti, altre specie di terrestri di là dei ghiacci antartici.
Usando la capacità del Sapiens di bilocarsi, ci sono andato qualche volta.
La cosa che accomuna quasi tutti gli altri “terrestri” otre l’antartico è che sono molto alti.
Difficile stimare con esattezza ma direi intorno ai 6 metri e oltre.
Ecco il punto che mi preme sottolineare, perchè sono così alti?
Inoltre, come faccio a provarlo?
Di provarlo non mi interessa nulla, ma se si guardano i monumenti nel mondo, tutti i monumenti, si nota che sono fuori scala per gli umani.
Ci sono i bassorilievi egizi che mostrano come questi giganti convivessero con gli umani, un tempo…


Ma soprattutto l’imponenza dei monumenti e delle costruzioni che sono scampate alla distruzione di quel mondo interraziale da parte dell’uomo, ci fanno dubitare della storia così come ci viene raccontata.

Che succederebbe se varcassimo il muro di ghiaccio dell’antartide?
Ogni gigante che ho incontrato, dai Nephilim, ai ciclopi, ai grigi, appariva infastidito da qualcosa e allo stesso tempo anche io ero infastidito da qualcosa…
Loro apparivano “molto rallentati”, il che significava solo due possibilità:
a) il Sapiens è “accelerato”
b) il Sapiens veniva disturbato nella percezione dello scorrimento del tempo
C’era anche una terza possibilità, cioè che ci fosse un insieme delle due possibilità.
Insomma qualcosa disturbava loro e disturbava me, non apparivano “nitidi”, erano riconoscibili ma non nitidi.
Credo che tale fatto riguardi il tipo di rifrazione di là dai ghiacci.
La prima volta che ci sono andato è stato da ragazzo, per caso…
Consideravo quella esperienza un sogno, un sogno ricorrente, ogni volta sentivo un “rumore” particolare, non riesco a descriverlo, come fai a descrivere un suono?
Sapevo in qualche modo che quel rumore corrispondeva all’arrivo dei “serpenti”, ancora adesso, se ci penso, lo sento.
Ho scoperto anni dopo, grazie a un “incidente” dovuto ad uno scoppio d’ira che provocò una esperienza di “tempo molto rallentato” che il rumore dei serpenti era l’equivalente di un disco che veniva girato a78000 giri invece che a 33 giri e un terzo.
Certo è che non poter avere a disposizioni nuovi orizzonti, fa ammosciare il Sapiens.
La Nasa ce li fornisce, come merce…
Galassie, pianeti, cosmo infinito…
E’ la droga che dovrebbe curare, creare artificialmente “quegli orizzonti che mancano” oggi al Sapiens.
Ci mancano “nuovi cieli e nuove terre”?
Si, ma soprattutto ci manca quel che potremmo essere e che non siamo.
Quel che possiamo fare e quel che invece facciamo…


Di Franco Remondina

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