E’ che non c’è scelta: giubileo unico modo!

Per tanto si cerchi di prolungare, per tanto si cerchi di imporre, l’attuale sistema è arrivato al capolinea.
Le mosse adottate finora hanno ripercorso le strategie “post-belliche” della seconda guerra mondiale, possiamo tradurle in una sola regola: tutto il potere ai creditori !
Oggi non è possibile.
Le ragioni sono quelle che vi racconto da un po’ di tempo.
a) Nel 1945 gli USA erano la sola nazione in grado di produrre merci
b) Erano lo stato con più riserve auree
c) Erano quelli con l’esercito più rifornito, seppur non il più forte, l’Armata Rossa era l’esercito che aveva occupato Berlino, ma la propaganda raccontava l’opposto.
d) L’ America era economicamente forte in virtù dei crediti per i debiti di guerra…

La cosa sembra sia diventata seriale, nel senso che gli Usa, oggi US, hanno ragionato sempre allo stesso modo, “le guerre ci permettono di diventare il “creditore del mondo”, solo che le hanno perse quasi tutte!
Il ragionamento però è rimasto inalterato.

Come disse il Segretario del Tesoro degli Stati Uniti John Connally nel 1971, “il dollaro è la nostra valuta, ma è un tuo problema.”
Curiosamente nessuno in America si preoccupava del debito, ritenevano gli USA un paese fatato, il dollaro era la sola valuta che non dipendeva da altri fattori quali l’industria, le ricchezze minerarie, il petrolio, lo sviluppo tecnologico.
Bastava la fiducia!
Oggi dopo 80anni di questo andazzo, sono diventati il debitore del mondo.
Il mondo è creditore degli US egli US sono il debitore.
Finora è stata la mancanza di un’alternativa a frenare questa analisi, ma ciò che sta catalizzando le mosse straniere per porre fine a questo sistema non è solo la perdita di fiducia nella capacità e nella volontà dell’America di pagare il proprio debito estero, ma anche il desiderio di altri paesi di effettuare pagamenti e mantenere risparmi internazionali senza essere soggetti a sanzioni commerciali e finanziarie statunitensi, specialmente considerando che tali sanzioni sono diventate una condizione per mantenere l’accesso al sistema finanziario basato sul dollaro e al mercato statunitense per le loro esportazioni.

L’errore colossale è stato aver creduto di potersi appropriare dei soldi altrui, la faccenda dei 300 miliardi di soldi russi confiscati ha levato ogni dubbio al mondo.

Nel tentativo di impedire che Iran, Russia e Venezuela pre-2026 potessero ricevere il pagamento per le loro esportazioni di petrolio, gli Stati Uniti li hanno esclusi dal sistema di messaggistica di compensazione bancaria SWIFT. Ha inoltre minacciato i paesi con la confisca dei loro risparmi in Occidente. Nel 2018 la Banca d’Inghilterra ha preso l’oro del Venezuela per conto del leader americano sperato di un cambio di regime. (La Gran Bretagna in seguito ha consegnato questo oro al Tesoro degli Stati Uniti per farne ciò che voleva dopo che Trump aveva sconfitto il Venezuela all’inizio del 2026.)

Fu l’Euroclear UE/NATO a Bruxelles che nel 2022 sequestrò i depositi della Russia per un valore di 300 miliardi di dollari, e in seguito ha prestato tale somma incassando interessi sui depositi e usandoli per acquistare armi usate per attaccare la Russia.

Come hanno spiegato Trump e Bissent, questa guerra e il controllo degli Stati Uniti sul commercio mondiale del petrolio sono necessari per mantenere lo status del dollaro. 

Così.. “il dollaro è la nostra valuta, ma è un tuo problema.” non sembra più tanto vero, anzi, il dollaro è la loro valuta e diventa il problema.

La crisi economica di oggi non è una recessione ciclica, ma la fine di un’era. Non può essere alimentato da altre emissioni di dollari, o con nuovi prestiti che indebiterebbero in dollari i paesi in deficit commerciali.
Nessuno accetta più il FMI per via delle imposizioni che chiede per prestare dollari.

The West’s Financial Takeoff: From the Crusades to World War I (Dresda, in stampa, 2026).

 Ciò che infuria i critici occidentali dell’analisi marxiana del capitalismo industriale è la sua enfasi sul suo obiettivo rivoluzionario di liberare le economie dall’eredità di una classe proprietaria terriera rentiera, monopoli e banche usurarie. Nel denunciare questo focus, i critici di Marx stanno combattendo contro le riforme politiche sostenute da Adam Smith, David Ricardo, John Stuart Mill e l’intera linea del 19th-economia politica classica del secolo e il suo concetto di libero mercato come uno libero da ricerca di rendite, al fine di minimizzare la sua struttura dei costi e diventare più competitivo a livello internazionale.

La banca internazionale europea si basava su prestiti di guerra feudale e su successivi predatori 19th– e successivamente prestando a paesi che non si erano ancora industrializzati. Il creditore europeo e la potenza coloniale cercarono di mantenerli come produttori di cibo e materie prime, tagliatori di legna e sfogati d’acqua invece di aiutarli a emulare le riforme e il decollo che resero così di successo il capitalismo industriale europeo e americano. Il capitalismo di queste prime potenze industriali ha aumentato i profitti mantenendo la periferia come campi a reddito per gli investimenti delle nazioni industriali in risorse naturali straniere, monopoli infrastrutturali e per il finanziamento del debito.

Le economie nel nuovo ordine considererebbero la loro creazione di moneta e il sistema finanziario di allocazione del credito come il monopolio infrastrutturale chiave da socializzare per orientarla nell’interesse pubblico. I governi creeranno moneta allo stesso modo in cui le economie di oggi fanno attraverso le loro banche centrali. I governi nazionali non hanno bisogno di prendere in prestito dai creditori nazionali o esteri né di imporre tasse per finanziare i loro deficit di bilancio. Possono semplicemente creare il denaro.[12] Ma le banche centrali o i tesori nazionali sotto governi capitalisti industriali o socialisti nel nuovo ordine faranno ciò che fa la Banca Popolare Cinese: creeranno denaro per finanziare nuovi investimenti tangibili e produttività e per altri scopi socialmente necessari, non per finanziare l’acquisto o la speculazione su immobili, Attività industriali e titoli finanziari già in atto. Questo avrebbe ripreso la pratica delle economie industriali più avanzate d’Europa alla fine degli anni 19th soprattutto la Germania, che indirizzò i propri sistemi bancari per finanziare investimenti tangibili in nuovi mezzi di produzione e distribuzione, non speculazione come caratterizza la banca d’affari britannica e che ancora caratterizza i sistemi bancari occidentali odierni. Finanza e banca nel nuovo ordine economico sarebbero quindi socializzate e industrializzate per finanziare investimenti produttivi.

E sebbene i governi nazionali possano creare i propri soldi per finanziare tali investimenti senza imporre tasse, rimane una forte logica per seguire la linea guida più importante degli economisti classici: ovvero tassare le rendite fondiarie delle case e degli immobili commerciali, così come le rendite delle risorse naturali dall’agricoltura all’estrazione mineraria e al petrolio, foreste e altre parti del tradizionale dominio pubblico. Tale tassazione salverà l’economia dall’arricchire una classe che preleva la rendita e minimizzerà il costo di produzione. Questo era il sogno degli economisti classici. Miravano a limitare il costo di produzione del capitalismo industriale al costo socialmente necessario della vita e del commercio, senza il peso della rendita economico. Tale rendita era ritenuta inutile e doveva essere tassata o evitata rendendo i monopoli naturali infrastrutture pubbliche, per evitare che i monopoli venissero applicati fin dall’inizio.

Un giubileo, comunque e dovunque, affinchè i parassiti che abbiamo oggi, non abbiano mai più un domani!


Di Franco Remondina

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