L’operazione educativa messa in atto in questi ultimi dieci anni è quella dell’ abituare le persone al peggio.
E’ una operazione totale!
Viene sollecitato il livello di osservazione delle persone fino allo stato di morbosità.
Tutti gli aspetti del mondo ne sono interessati, dall’ambiente alla meteorologia alla politica, alla salute e all’economia, dalla socialità ai costumi il nuovo corso del way of life, il nuovo stile di vita è quello dell’allerta catastrofica.
Un “al lupo, al lupo” elevato di potenza.
Pierino e il lupo come stile di vita!
Se c’è caldo non è più il caldo, c’è l’allerta caldo, qualsiasi cosa viene oggi preceduta dalla parola “allerta”.
In questo stato le persone subiscono una lenta ma implacabile trasformazione verso l’accettazione che il peggio che attualmente vivono è “il meno peggio di quello che avrebbero potuto vivere”.
Hanno cambiato e parafrasato il “più di ieri e meno di domani” trasformandolo in “peggio di ieri ma meno di domani”.
I media agiscono come arcimegafono, all’unisono, questo significa che c’è una regia che emana linee guide comuni riguardo a tale operazione.
Purtroppo, ai media di proprietà del sistema, che sono foraggiati dal sistema, incredibilmente si aggiungono i cosiddetti “media alternativi” , i quali lo fanno gratis.
Allerta caldo
Allerta freddo
Allerta pioggia
Allerta carovita
Allerta carburanti
Allerta inquinamento
Allerta vulcani, terremoti, tornadi, perturbazioni, alluvioni, siccità…
Allerta conti dello stato
Allerta debito
Allerta guerra
Allerta pensioni
Allerta influenza
Allerta covid (già, c’è ancora il covid, tecnica di ipnosi di massa, un ricalco ipnotico)
Allerta allerta
C’è anche l’allerta dell’allerta, sembra incredibile ma è così.
Naturalmente è qualcosa che non è nuovo, infatti ha caratterizzato anche i modi di dire, per esempio non esiste un detto del tipo “Al meglio non c’è mai limite”, esiste invece “Non c’è limite al peggio”, scommetto che tutti l’avete detto almeno una volta …
Ecco l’operazione in atto è di questo tipo, ti costringe a vedere il mondo come destinato alla fine, ma questa è solo la percezione che cercano di indurre.
Il mondo non può finire.
Quel che può finire è la percezione del mondo, quella che è il vero bersaglio dell’operazione.
Tocca ciascuno di noi.
Come per il covid, l’allerta manda nel panico le persone.
Guardatevi in giro, quante persone vedete felici? Quante amano la vita?
Quante risate vi fate?
C’è poco da ridere, la situazione è grave, bisogna prepararsi al peggio…
Pensa… all’inizio dell’operazione covid c’erano gli attestati, le dichiarazioni di intenti, la campagna di rassicurazione collettiva, quel “Andrà tutto bene” con l’arcobaleno annesso, oggi c’è l’anticiclone africano, anzi l’allerta anticiclone e di arcobaleni non v’è traccia.
C’è l’allerta, codificata, sdoganata.
Arrenditi, sei circondato da “Non c’è limite al peggio”, direttamente sui vostri schermi in prime time, second time, ever time..

