La pretesa che l’IA, ovvero il raglio d’asino informatico, possa sostituire il raglio d’asino di “informatori umani”, cioè i programmatori, la dice lunga sulla superstizione che la Vita, l’ente Vita, possa ad un tratto entrare dentro un programma informatico.
Già il termine “informatica” significa esattamente sè stesso, cioè che il prodotto di tale azione, cioè qualcosa che non ha forma e che viene modellato per assumerne una, non abbia alcun potere di automodellarsi .
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