Affanno lessicale?

La mozione a firma Segre appare come un’atto controevolutivo!

Come possa affermare di ricevere 200 messaggi di odio al giorno una che non ha un profilo Twitter e non ha un account su Facebook, resta un mistero più grande di quello della Trinità.

Il problema vero è l’affanno lessicale che avviluppa lo spoil system della comunicazione mondialista, le parole si ribellano!

E’ il rapporto individuale con il linguaggio che viene meno!

Come sapete ogni parola è un file di memoria, collegato a altri files di memoria, che si collegano ad altri files e cosi via, in un modo sintetico. A parola, corrisponde immagine e emotività. Abbiamo cioè delle correlazioni con situazioni, ambiti, esperienze che vanno oltre le nostre esperienze, le parole hanno una storia.

Domanda: si può eliminare una parola? No, non è possibile eliminare neppure una parola! Per eliminare una parola devi cancellare dal lessico anche il suo opposto.

Nel caso specifico, eliminare l’odio significa eliminare anche l’amore.

La mozione Segre appare per questo motivo un’atto di ignoranza sesquipedale, dimostrando quanto infima sia l’attuale linea guida che pervade l’elite che aspirerebbe a governare il mondo. Illuminati? Questi, se non c’è l’ENEL sono nel buio più totale.

Dovremmo quindi eliminare anche l’amore? E i suoi sinonimi?

E che ne sarebbe quindi dell’opposto dei sinonimi?

Da qualunque parte la si voglia prendere, questa mozione appare antropologicamente involutiva.

La scelta stessa di aver adottato un linguaggio “formattato”, chiamato “politicamente corretto”, ha prodotto tanti pupazzetti intercambiabili da un unico ventriloquo. Cambiato un presidente di qualunque cosa, quello che lo sostituisce è uguale! Ma anzichè produrre rassegnazione oggi produce repulsa, avversione, ribellione. Lo si vede in tutto il mondo! Le proteste in Olanda, Cile, Hong Kong, Francia, Libano, Inghilterra, Germania, Spagna, Usa… dappertutto, sono effetto dell’affanno lessicale con cui la propaganda cerca di raccontare il mondo alla gente. La narrazione suscita un’ inevitabile verifica personale, ti costringe a farti la domanda: ma è davvero come dicono questi?

La risposta è sempre: No!

Siamo arrivati al picco lessicale, è un momento in cui l’abuso di alcuni termini produce esattamente l’opposto emotivo. Le parole rassicuranti come “serio”, come “integrazione”, come “democrazia”, come “regole”, come “austerità”, come “accoglienza”, come “diritti”, come “libertà” “progresso”, “uguaglianza” e molte altre risultano ormai guaste e guastate nella loro verifica pratica. Le persone aprono questi files e le confrontano con lo storico significato che quelle parole avevano per i padri dei padri dei padri e ne costatano l’incongruenza attuale.

La mozione è un atto involuto, direi il massimo dell’ignoranza!

Di fatto una ammissione di regresso intellettivo, una dichiarazione di odio in sè stessa!

Si fa presto ad applicarle il principio transitivo… le elite odiano chi le odia!

Questo è il vulnus, la chiave di volta che fa crollare, una volta estratta, tutta la cattedrale.

Segre o meno, senza profilo Twitter, senza account Facebook, che riceve quel che lei stessa evoca!

Logica elementare!

Di Franco Remondina

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