Coop, ONG, Cgil-Cisl-Uil, una associazione a delinquere?

Il sistema messo in piedi è sicuramente volto a depredare i cittadini e lo stato.

Partiamo da quegli infami dei sindacati? Lo faccio ripubblicando da questa pagina web: https://quifinanza.it/pensioni/le-pensioni-privilegiate-dei-sindacalisti-pessimo-esempio/4124/

Guardiamo i dati dell’Inps che sono incontrovertibili. Qui le chiacchiere stanno a zero. Per i sindacalisti in distacco (“Con il distacco sindacale retribuito, al lavoratore che ricopre una carica sindacale è consentito di sospendere l’attività lavorativa, completamente o parzialmente, per potersi dedicare allo svolgimento dell’attività sindacale) delle Pubbliche amministrazioni è previsto l’istituto della contribuzione aggiuntiva. Il versamento della contribuzione aggiuntiva  ha riflessi importanti sul livello della pensione, soprattutto per i dipendenti pubblici che si trovano nel regime misto o in regime retributivo ante riforma Fornero. Infatti, i periodi di contribuzione aggiuntiva vengono riconosciuti ai fini del calcolo della quota di pensione determinata per le anzianità maturate fino al 1992 (la cosiddetta quota A). In modo scandaloso, la quota A di pensione è determinata sulla base della retribuzione percepita l’ultimo giorno di servizio, generando un buco pensionistico enorme, poichè si riceverà una pensione nettamente superiore ai contributi maturati rivalutati. Un esempio: l’ex leader della Cisl Raffaele Bonanni si è fatto aumentare gli emolumenti nel periodo direttivo (336mila euro l’anno!) per poi ritirarsi con una pensione da capogiro, pari a oltre 8mila euro lordi al mese (5.391,50 netti).

In sintesi la pensione complessiva dei sindacalisti del settore pubblico vola, cosa che non è possibile per tutti gli altri lavoratori. Come si può vedere nel grafico a fianco, la pensione lorda – in assenza del trucco di aggiungere i contributi alla quota A sarebbe sempre più bassa – in media del 27% con punte del 66%.

I sindacati sono questi, una holding che non paga tasse, azionisti di Banca d’Italia, implicati in ogni svendita salariale, a difesa dei padroni da sempre! Sono i fatti, la storia.

Per questo non hanno battuto ciglio sull’immigrazione, anzi hanno negato che gli immigrati servissero per abbassare i salari.

Perchè? Anche qui, per i soldi.

http://www.notiziediprato.it/news/inchiesta-sui-centri-di-accoglienza-eseguite-misure-cautelari-nei-confronti-dei-gestori

“Per anni – incalza il referente nazionale per la Provincia di Prato della Lega, Andrea Recaldin – abbiamo denunciato il sistema di business che si era venuto a creare dietro l’accoglienza in Italia, oggi varie indagini come quella di Prato ci danno ragione e portano alla luce situazioni vergognose nella gestione dei migranti che, quelle si, meriterebbero manifestazioni di indignazione. Con il ministro Matteo Salvini abbiamo iniziato a combattere questo sistema a partire da coloro che fungevano da veri e propri taxi del mar Mediterraneo e riducendo le somme disponibili per chi gestisce i migranti  – prosegue Recaldin – perché l’accoglienza, quella vera, non ha bisogno di tornaconto economico e in troppi in questi anni si sono riempiti le tasche nascondendosi dietro la parola solidarietà”.
Sulla vicenda interviene anche Scelta civica Prato: “Alla luce degli ultimi sviluppi – si legge in una nota – crediamo ci siano tutte le condizioni affinchè il vicesindaco Simone Faggi e l’assessore alla Sanità Luigi Biancalani facciano una forte autocritica  politica al loro operato e a quello del Partito democratico che governa la città di Prato. Più volte sono stati  chiamati ad esprimersi anche in consiglio comunale soprattutto sull’attività svolta dal consorzio Astir ed hanno sempre espresso giudizi più che positivi.  Ancora una volta purtroppo, dobbiamo constatare che dove non arriva una politica “miope” (diciamo così) deve poi pensarci la magistratura, decretando di fatto la sconfitta della politica e, in questo caso, del Partito democratico”.
“Da anni denunciamo come dietro il sistema di accoglienza si celi in realtà un vero e proprio business – dichiara il direttivo di CasaPound Italia Prato – Siamo di fronte ad un sistema che ha danneggiato e continua a danneggiare la nostra città e il nostro Stato. Un sistema che toglie risorse ai cittadini italiani per portare ricchezza alle cooperative beneficiarie di finanziamenti pubblici massicci. Tutto questo non ha niente a che vedere con i principi della solidarietà”.
“Appena quindici giorni fa veniva presentato a Poggio a Caiano il Comitato per i diritti umani, promosso da Arci, Spi Cgil e proprio Caritas e Astir – conclude la nota – una presentazione seguita da una cena multietnica alla quale hanno partecipato anche il sindaco di Poggio a Caiano Francesco Puggelli e l’assessore alle Politiche sociali, Maria Teresa Federico. Quelle amministrazioni che negli anni hanno sostenuto questi progetti di finta accoglienza chiedano scusa ai cittadini per come sono stati spesi i soldi pubblici, visto che si parla di milioni di euro. Noi comunque le idee le abbiamo chiare: a Prato non deve più essere speso un solo euro in favore dell’immigrazione e di questo sistema. Si pensi prima di tutto ai cittadini pratesi”.
In pratica “PRENOTAVANO ALLE ONG I MIGRANTI”, gli comunicavano (questa è la Caritas) il numero da “SALVARE” e le ONG chiamavano i trafficanti di esseri umani concordando il numero dei barconi da far partire e poi da soccorrere.
Questi sono loro:

Ecco la manifestazione oceanica… Cinque milioni di persone…

Ecco perchè questo signore ci rompe i coglioni tutti i santi giorni:

Le vere parole sono quelle di mafia capitale: L’immigrazione rende più della droga!

I preti, i sindacati, le coop, le ong, il PD, Berlusconi, Liberi e uguali, lo sanno.

Ma finalmente adesso, anche gli italiani.

Mai più donazioni a Caritas e Co!

Di Franco Remondina (Dodicesima.com)

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