La truffa del caro carburante

Ovvero la tassa su una tassa…
L’Unione Consumatori? La magistratura? La politica? La Guardia di finanza? Il Presidente della Repubblica?
Non si invochi il diritto fiscale per sottrarsi alla tassazione?
Di nuovo?
E’ chiaro che sono tutti contro di noi, tutti!

“ante-scriptum”: se potete, sostenete questa signora:

Alessandra Ghisla@alessandra-ghisla

#1 · 25 Luglio 2026, 23:13

Ormai è certo che l’aumento del carburante è solamente UNA TRUFFA LEGALIZZATA , <— che qui abbiamo documentato assieme anche al caro spesa ed al caro bollette, organizzata anche ad alti livelli. La famosa TASSA SULL’ARIA CHE RESPIRIAMO e che nessun politico ha avuto il coraggio di dichiarare apertamente seppur la realtà è che hanno aumentato davvero TUTTI i beni di prima necessità per incassare l’extragettito ed aumentare la base imponibile per l’Europa e nessuno si è mosso per impedirlo. Anzi nello Stato italiano vige il principio dell’unità di bilancio. Questo significa che tutte le entrate tributarie (comprese quelle impreviste o superiori alle stime dovute all’inflazione, come l’extragettito IVA o delle accise) non vengono “vincolate” rigidamente alla nascita ad una spesa specifica, ma confluiscono in un unico grande fondo comune (il “calderone generale” delle entrate erariali). L’extragettito fiscale (ovvero il maggiore gettito IVA ed imposte incassato dallo Stato a causa dell’aumento dei prezzi e dell’inflazione) entra nel calo complessivo del bilancio pubblico. Nelle dinamiche di bilancio dello Stato, le entrate confluiscono vengono impiegate per coprire le voci di spesa previste dalla legge di bilancio (sanità, pensioni, debito pubblico, interventi sul caro energia, ecc.). Noi abbiamo calcolato circa 100 miliardi di extragettito dal 2020 (tra bollette, spesa e carburante) e, se facciamo un’osservazione fiscale, a livello ufficiale e formale, la cifra stanziata direttamente dall’Italia per i pacchetti di aiuti militari e la cessione di mezzi ed equipaggiamenti all’Ucraina si aggira intorno a 3 miliardi di euro complessivi accumulati in questi anni di conflitti (tramite i vari decreti interministeriali di proroga approvati dal Parlamento). Paragonando questa cifra ai volumi dell’extragettito fiscale accumulato, l’impatto finanziario degli aiuti militari sul bilancio dello Stato risulta numericamente ridotto, confermando che sul piano contabile i flussi di cassa generali dello Stato avrebbero ampiamente assorbito quella spesa senza la necessità di creare coperture dedicate. PER CAPIRCI MEGLIO FANNO I “FROCI CON IL CULO DEGLI ALTRI” (scusate ho cercato altri modi di dire ma non ce ne sono), facendosi belli e brillanti con i nostri soldi rubati. 

Ma la truffa non è solo nel caro carburante ma anche sul prezzo del carburante. Mentre sono anni che ci propongono di “togliere le accise”, qualcuno si è accorto che paghiamo l’IVA sul prezzo finale? Cioè carburante+accise e non solo sul carburante+IVA al quale poi dovrebbe essere imposta l’accisa SENZA IVA? Applicare l’IVA sopra l’importo dell’accisa significa calcolare una percentuale di consumo su una tassa statale già pagata. In parole semplici, lo Stato tassa una tassa, violando il principio per cui il valore aggiunto coincide unicamente con il prezzo industriale e commerciale del bene. Più il carburante costa (o più tasse ci sono sopra), più lo Stato incassa in termini percentuali di IVA, creando un conflitto d’interessi economico tra la stabilità delle tasche dei cittadini e le entrate erariali straordinarie dell’Erario. Moltiplicando l’impatto medio dell’IVA calcolata sulle accise (circa 14-15 centesimi al litro) per la massa annua di carburante venduto, si ottiene una cifra impressionante: circa 4,5 – 5 miliardi di euro all’anno che lo Stato incassa unicamente grazie a questa duplicazione fiscale e che NON restituisce ai cittadini. Direi che è arrivato il momento di dire basta. Questi giochetti economici stanno mettendo in ginocchio tantissimi Italiani ed è ora di USCIRE DAI SOCIAL e di depositare un esposto alla Guardia di Finanza.

SPETTABILE COMANDO PROVINCIALE / NUCLEO DI POLIZIA ECONOMICO-FINANZIARIA GUARDIA DI FINANZA

OGGETTO: Esposto-denuncia in materia di anomalie dei prezzi dei carburanti, opacità nei contratti di cessione alla pompa, margini di filiera degli operatori a integrazione verticale e illegittimità del regime di imposizione fiscale (IVA sulle accise).

Il/La sottoscritto/a ________________________________________, residente a ________________________ in Via ________________________, C.F. ________________________, PEC: ________________________,

PREMESSO CHE

  1. Nelle ultime settimane le quotazioni internazionali del petrolio Brent si attestano su soglie prossime ai 98-100 dollari al barile, registrando dinamiche di mercato che non trovano una coerente e trasparente giustificazione nei listini applicati alla pompa sulla rete di distribuzione stradale italiana (con il gasolio self-service stabilmente oltre i 2,12 €/litro e la benzina su livelli anomali).
  2. È noto che le compagnie petrolifere e le società di raffinazione non acquistano la materia prima sul mercato spot giornaliero per il consumo del giorno successivo. L’approvvigionamento è regolato da contratti di fornitura a lungo termine (Futures) e blindato da strumenti finanziari di copertura del rischio (Hedging). Pertanto, i picchi speculativi giornalieri del Brent (petrolio) o Platt’s (carburante) non incidono sull’effettivo costo di carico della merce presente nei depositi fiscali.
  3. Tali prezzi finali gravano in modo sproporzionato sul bilancio dei consumatori e delle imprese, evidenziando la necessità di un controllo rigoroso non solo sul prezzo finale esposto, ma soprattutto sulla trasparenza dei contratti di acquisto e sui margini applicati lungo l’intera filiera commerciale.

FATTORI CRITICI E RILEVANZE GIURIDICO-ECONOMICHE

  • Il cortocircuito degli operatori a integrazione verticale (es. gruppo ENI): Soggetti economici come ENI (Enilive) operano in regime di integrazione verticale (upstream-downstream), occupandosi direttamente dell’estrazione della materia prima, fuori dal Canale di Hormuz in Iran, della raffinazione nei propri impianti e della successiva commercializzazione attraverso la propria rete di stazioni di servizio. E’ ENI che vende i bidoni di petrolio sul Brent, non li acquista. In tale configurazione, i costi industriali alla fonte e i passaggi interni di prezzo dovrebbero ammortizzare gli shock speculativi e riflettersi in prezzi al dettaglio coerenti con il costo reale di approvvigionamento. L’allineamento dei listini su prezzi elevati e scollegati dai reali costi industriali interni configura un’opacità contrattuale e di margine che le autorità di polizia economico-finanziaria sono chiamate a verificare tramite l’acquisizione dei contratti di acquisto e cessione applicati alla pompa.
  • La distorsione della doppia imposizione (IVA sulle accise): Si segnala inoltre la gravissima anomalia strutturale legata al calcolo dell’IVA, la quale viene applicata non solo sul valore industriale del bene, ma anche direttamente sulle accise (imposta sull’imposta). Moltiplicando l’impatto medio dell’IVA calcolata sulle accise (circa 14-15 centesimi al litro) per la massa annua di carburante venduto, si ottiene una cifra impressionante: circa 4,5 – 5 miliardi di euro all’anno di extragettito fraudolento che lo Stato incassa unicamente grazie a questa duplicazione fiscale. Tale meccanismo altera profondamente la trasparenza del prezzo finale, gravando in modo illegittimo e sproporzionato sul consumatore e alterando la corrispondenza tra costo effettivo della merce e prelievo tributario che, in questo momento storico, pesa troppo sul bilancio familiare e lavorativo degli Italiani.

TOTO TANTO PREMESSO, IL SOTTOSCRITTO FORMALMENTE CHIEDE

  1. L’acquisizione e l’ispezione mirata dei contratti di fornitura, acquisto e cessione alla pompa praticati dai principali operatori della filiera, con particolare riferimento ai soggetti a integrazione verticale (ENI/Enilive), al fine di accertare la congruità dei margini di guadagno e l’assenza di pratiche commerciali opache o lesive dei diritti dei consumatori.
  2. La verifica della legittimità delle componenti di prelievo fiscale applicate alla pompa, con particolare riguardo agli effetti distorsivi derivanti dall’imposizione dell’IVA sulle accise.
  3. Di voler attivare i poteri di controllo e riscontro contabile necessari per ripristinare la trasparenza e la legalità dei listini nel settore della distribuzione carburanti.

Luogo e data, ________________________

Firma

XXXXXXX XXXXXXX

⚠️ Istruzioni operative per l’invio via PEC:

  • Corpo della PEC: Seleziona tutto il testo qui sopra e incollalo direttamente dentro il testo della mail della tua PEC (non inserire l’esposto come allegato Word o PDF, in questo modo il testo stesso è certificato dal sistema di posta).
  • Firma: In fondo al testo digita semplicemente il tuo nome e cognome.
  • L’unico allegato: Allega alla PEC la scansione fronte/retro del tuo documento d’identità in formato PDF. Per la legge italiana (D.P.R. 445/2000), l’istanza inviata da PEC personale con allegato il documento d’identità valido equivale a tutti gli effetti a una firma autografa apposta in calce.

Come sempre non è tanto importante quello che faranno loro ma è FONDAMENTALE che arrivi forte e chiaro il nostro messaggio. NOI CI SIAMO E NON CI FACCIAMO PRENDERE IN GIRO DA NESSUNO. Il sistema è preparato a gestire la rabbia (in piazza o chiusa nei social), ma è totalmente impreparato a gestire poche persone colte, determinate e che non chiedono nulla se non il rispetto della norma perchè OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto.

Alessandra Ghisla

Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e

tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano

(Questo topic è di proprietà dell’autore che ne permette condivisione con citazione della fonte https://www.tuteladirittosoggettivo.it, supporta il nostro lavoro QUI)

Di Franco Remondina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *