..nun se apre er paracadute!

Ci sono problemi di controllo?
Si, ce ne sono e tanti!
Lo si vede sapete da cosa? Dalle truffe!
Non sono normali truffe, sono “truffe in punta di diritto, legali”, nessuno ne parla ma ogni volta che in Usa, gli enti regolatori appioppano multe e risarcimenti miliardari a qualche società, secondo la mia modesta opinione è un meccanismo di riciclaggio di denaro.
Il risarcimento è di fatto un “pagamento del pizzo” alla mafia sistemica che controlla ogni settore che conti.
Politici, giudici, corti supreme, sono li per quello!
Non esiste il mercato, esiste l’appartenenza a quel mondo li, se sei dei loro hai tutte le agevolazioni del caso.
Questo fatto è un fatto. Basta vedere il prezzo dell’oro…

https://www.ilsussidiario.net/news/quotazione-oro-il-termometro-che-misura-il-potere-degli-usa/2343739/

Articolo che spiega cosa davvero ci sia dietro ogni quotazione…

Ecco uno stralcio:

Quindi, la prima domanda che si pone è la seguente: qual è la nazione che trae il maggior beneficio da un prezzo dell’oro in dollari che diminuisce? La risposta è chiarissima: gli Stati Uniti, in quanto con la carta comprano metallo prezioso e per tale aggancio di valore il resto delle materie prime e dei beni nel mondo; infatti, per tale motivo finì la pacchia degli Stati Uniti nel 1971 con i 35 dollari fissati a una oncia d’oro; in buona sostanza se a tutti i Paesi del mondo andava bene, gli Stati Uniti con la carta, e cioè i dollari compravano ogni cosa, data la considerazione del dollaro come moneta mondiale.

Le vicende seguenti sono poi note, fine della parità dal 1971 e quindi enormi inflazioni e disavanzi commerciali da far rientrare, tutto questo fino alla caduta dell’Urss; il 1991 segna un nuovo inizio e con modalità diverse del dollaro come nuovamente moneta mondiale benchmark, affiancata dalle più importanti valute occidentali, in primis euro e yen.

Questo stato di cose come sappiamo viene messo in crisi in maniera strutturale dal Covid-19 e poi dall’esplosione della guerra in Ucraina, ma in realtà sotto traccia le tensioni si stavano accumulando da anni, da quella più interiore del sistema occidentale – e cioè la crisi dei subprime del 2008 – fino al colpo di Stato in Ucraina del 2014 e relativa annessione della Crimea.

In buona sostanza, il prezzo dell’oro a partire dal 2008 perde il limite inferiore dei 500 dollari l’oncia per dirigersi verso i 1.750 dollari l’oncia degli ultimi cinque anni; il dato numerico è impietoso, e cioè che l’oro aumenta del 395% nei confronti del dollaro; nessuna crescita economica e inflattiva spiega questo disancoraggio di valori, infatti anche ipotizzando dal 2002 in avanti e sino a oggi una crescita del Pil nominale degli stati Uniti del 3% annuo medio, si arriva a un totale dell’80% di crescita cumulata negli anni di riferimento. Pertanto, questi nuovi valori dell’oro sono dovuti semplicemente alla perdita di forza internazionale della divisa degli Stati Uniti, e quindi in sostanza degli Stati Uniti stessi.

A questo punto, l’analisi diventa più complessa e incerta in quanto più risente dei personali giudizi di valore non eliminabili una volta per tutte di fronte alla sconfinatezza degli scenari e delle dimensioni internazionali.

In altre parole, voglio dire che lo schema mio di fondo è che le due uniche super potenze sono gli Stati Uniti e la Russia, con gli Stati Uniti più influenti e importanti su tutte le dimensioni che non siano strettamente militari; l’ho già affermato molte volte, che la retorica stantia di tanti soloni televisivi è per me urticante, quando discettano sulla piccolezza e la risibilità del Pil russo; al contrario il Pil della Russia è uno dei pochissimi casi in cui un’analisi mirata qualitativa e quantitativa fatta con la PPA (parità di potere d’acquisto) informa del fatto che tale Pil è molto più alto della valutazione nominale in dollari; si va in sostanza dalle 3 alle 6 volte a seconda delle ipotesi e dei giudizi; in termini assoluti il Pil nominale russo di 1.500 miliardi di dollari una volta corretto dalla PPA diventa di 5.000 miliardi e fino a un massimo di 9.000 miliardi.

Servono a questo punto degli esempi. In Russia il prezzo dei riscaldamenti e dell’elettricità costa 6/7 volte di meno che in Occidente, anzi in Siberia profonda sono servizi gratuiti; la sanità (di ottimo livello) costa 4 volte circa in meno, con molte aree di totale gratuità. Ma, per ultimo, non si può ricordare che l’ingegnere aeronautico della Sukhoi guadagna 5 volte meno dell’omologo statunitense; bene, fatte tutte queste correzioni si inizia a comprendere perché la Russia è l’altra super potenza, che potrebbe essere indicata come la 1B, mentre gli Stati Uniti possiamo indicarli come la 1A, più importante vasta e sistemica.

Questo scontro odierno tra le due alla fin dei conti impatta sull’intero pianeta, influenzando tutte le dimensioni comprese le quotazioni dell’oro. In modo lineare, se le quotazioni dell’oro in dollari Usa scendono in maniera importante e sistematica, vuol dire che gli Stati Uniti starebbero diventando di nuovo la super potenza unica, ma qui dovremmo pervenire a 700 dollari l’oncia, al contrario, l’innalzamento delle quotazioni dell’oro identifica un mondo sempre più nervoso e instabile.

Dietro le due super potenze c’è l’insieme degli Stati giganti: Cina, India, Unione europea e Brasile, con dei distinguo ovviamente per l’Ue. Soprattutto la Cina ambisce nel medio periodo a diventare la terza super potenza, ma per ora non lo è ancora data la strutturazione quasi esclusiva del suo Pil per i settori base e maturi delle produzioni industriali e per l’altro lato data la sua essenza di nano militare di fronte agli Stati uniti e alla Russia; resta il fatto che date le dimensioni giganti dei 1,5 miliardi di persone la Cina ha un sacco di liquidità internazionale ed è per tale verso molto importante.

Cosa c’entra tutto questo con l’oro? C’entra tutto ciò detto in quanto l’oro misura questi equilibri profondi, e infatti da una decina di anni a questa parte Russia e Cina stanno sempre più cercando di minare le basi del potere mondiale americano e l’oro costando molto di più in termini di dollari misura tutto questo. 

Ma problemi ne sorgono ovunque in Occidente…

Fra poco anche da noi ci si renderà conto che puoi alzare il prezzo delle merci, ma in questo modo non venderai più nessuna merce.
Facile da capire!
L’inflazione in un momento di recessione provoca la deflazione da debiti.
L’ho già raccontata molte volte questa dinamica.
Vediamo cosa accade al sistema dei truffatori, quello dei Biden, dei Draghi, dei Macron, degli inglesi…
Non credo che gli piacerà.
Resta a loro disposizione una sola linea di tempo.
E ho detto tutto!

Di Franco Remondina

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