Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi su Libero, 03/12/2019


Il MES (detto anche Fondo Salva Stati) dovrebbe proteggere gli Stati e le banche in caso di attacchi speculativi come è accaduto tra il 2008 e il 2012 e lo farebbe mettendo in comune 700 miliardi di cui l’Italia contribuisce 125 miliardi. Il Trattato contiene un meccanismo che in realtà è in essere dal 2012 e ha erogato circa 300 miliardi per “finanziare il bilancio pubblico” dell’Irlanda, Portogallo, Spagna, Cipro per 100 miliardi e soprattutto della Grecia per 200 miliardi per cui si può verificare come ha funzionato.

Nel caso della Grecia, i 200 miliardi sono serviti a ricomprare titoli greci che all’epoca detenevano le banche francesi e di altri paesi su cui rischiavano di perdere gran parte dei soldi. Il rischio è stato trasferito dalle banche francesi, olandesi, tedesche ecc. a questo Fondo Salva Stati che ha comprato i titoli di cui le banche si liberavano. Nel 2012 però è arrivata anche la BCE che, parallelamente, ha fornito centinaia di miliardi a costo zero alle banche e poi comprato 2,300 miliardi di debito pubblico con il “QE”. Risultato: i titoli di stato sono saliti sui mercati e i loro rendimenti si sono azzerati, per cui persino la Grecia ora paga intorno all’1% e chi ha comprato bonds greci o italiani, dopo che è arrivata la BCE, ha guadagnato parecchio. Morale: Il Fondo Salva Stati, non ha salvato nessuno, ha salvato la BCE.

Il MES ha erogato solo 300 miliardi, perché erano soldi delle tasse dei cittadini italiani, spagnoli, tedeschi ecc. La BCE simultaneamente ha tirato fuori dieci volte tanto, il suo bilancio che era di 1,700 miliardi nel 2011 è esploso ora fino a 4,700 miliardi, pari al 41% del PIL dell’eurozona, una cifra colossale. La BCE se la si confronta con le altre Banche Centrali ha stampato moneta più di tutte.

Gli esperti che difendono accanitamente il MES dimenticano di dire che la BCE ha fornito dieci volte più soldi del MES e ha risolto lei la situazione. Anche adesso, se tutti i paesi firmassero e poi contribuissero 700 miliardi sarebbe sempre una cifra molto inferiore a quella creata dalla BCE dal 2012 ad oggi e che continua ad aumentare, perché la BCE ha appena ricominciato a stampare moneta al ritmo di 20 miliardi al mese.

Quello di cui non si parla in questo dibattito è che mentre gli Stati devono usare soldi delle tasse dei cittadini per finanziare il MES, il bilancio della BCE è triplicato da 1,700 miliardi a 4,700 miliardi, senza indebitarsi e senza chiedere un euro di tasse a nessuno. BCE e Bankitalia oggi hanno accumulato circa 450 miliardi di BTP, ma i soldi con cui li hanno comprati sono creati dal niente, digitando degli zeri in più nel saldo che hanno sul computer a Francoforte.

Perché allora non scrivere nei Trattati che in caso di emergenza sui mercati la BCE, senza chiedere soldi di tasse a nessuno e senza indebitarsi, finanzi lei gli Stati o le banche in difficoltà, come ha già fatto in questi anni e come si fa automaticamente in UK, USA, Giappone e Cina?

La BCE è “indipendente” e non si può mai sapere cosa farà. In realtà, come fanno tutte le Banche Centrali, anche la BCE sta finanziando da anni il debito pubblico, visto che continua a comprare titoli sui mercati. Ma tutta la UE è costruita sulla finzione che non si possa “stampare moneta”, mentre quando c’è emergenza (come nel 2012) si stampa tranquillamente moneta e lo si farà anche in futuro.

Germania, Austria, Olanda e i loro alleati insistono però nella finzione e scrivono nei trattati che in caso di emergenza si usino i soldi delle tasse, che si preveda anche un default sui titoli di stato e che l’unico criterio per decidere sia il famoso rapporto debito/PIL. Perché Francia e Spagna che hanno un debito/PIL al 100% quindi fuori dai “parametri” sono d’accordo? Perché in base a questo criterio l’Italia, essendo al 130 %, verrà penalizzata e loro riceveranno l’aiuto, cioè il peso dell’eventuale shock si scaricherà sull’Italia, che farebbe da “ammortizzatore”.

Cerchiamo di essere precisi su un punto. L’articolo 12 della bozza che Conte e Gualtieri vogliono firmare recita: “in casi eccezionali, una forma di partecipazione del settore privato è presa in considerazione…”. Per pudore il testo non specifica che si tratta di “partecipazione alle perdite” da parte del settore privato, cioè fondi, banche, assicurazioni e risparmiatori vedranno rimborsati (ad esempio) a 80 un BTP comprato a 100. Lo Stato italiano su 2,340 mld di debito pubblico ha circa 2,000 miliardi di titoli sui mercati. Se quindi rimborsasse, in caso di emergenza e in base ad una decisione del MES, solo l’80% (default parziale) risparmierebbe 400 miliardi e il MES sarebbe contento, perché così riduce il debito/PIL. Il documento del MES non discute cosa succederebbe, forse perché i precedenti di Grecia e Cipro sono stati – ormai nessuno lo contesta – disastrosi.

Se non firmasse il MES l’Italia, che ha versato finora 14 miliardi, eviterebbe di versare gli altri 111 miliardi e con questi soldi potrebbe sistemare il territorio per inondazioni, ponti, scuole, terremoti e salvare banche in crisi.

Il ministro Gualtieri e i professori che scrivono sui giornaloni dicono che bisogna stanziare questi soldi per prepararsi al prossimo panico finanziario. Questa volta scoppierà magari in Cina, e poi grazie alla magie dei derivati e della leva finanziaria coinvolgerà anche noi, come nel 2008, quando i crac sono stati in USA, Irlanda, Spagna e UK, ma si sono estesi a tutte le banche del mondo.

Non si capisce perché dovrebbe ripetersi questo crac, dato che ora la BCE ha comprato 2,500 miliardi di titoli di stato e può, spingendo un bottone, comprare 300 o 500 miliardi e fermare qualunque speculazione.

Non importa. La UE finge che la BCE esista su un altro pianeta e nessuno possa sindacare cosa farà. Per cui insiste che i contribuenti europei diano alla UE, tramite il MES, 700 miliardi per la prossima emergenza finanziaria, con l’unico scopo di far fare austerità ai paesi che non hanno i conti in ordine.

Nel caso dell’Italia, avendo un debito/PIL di oltre il 130%, il MES darà soldi solo se riduciamo il deficit dal 2% attuale a 0% , il che significherebbe 35 miliardi in più di tasse l’anno. E poi anche far “partecipare” (alle perdite) tutti coloro che detengono BTP.

Se aderisce alla ricetta del MES l’Italia avrà un aumento massiccio di tasse per ridurre il deficit, default parziale sui BTP, che porta ad almeno 200 miliardi di perdite per istituzioni italiane e in più le nostre banche (che hanno molti BTP) da salvare. Risultato? Un’altra pesante recessione.

Il tutto in presenza della BCE e Bankitalia che continuano dal 2014 a comprare titoli di stato (e altri titoli) sui mercati e ne possono comprare di più gratis, cioè senza prelevare tasse o indebitarsi. Al momento comprano persino bonds di multinazionali della birra brasiliane come INBEV o bonds di Louis Vuitton, la quale poi coi soldi della BCE acquista Tiffany! Però non si può prevedere se, in caso di crisi finanziaria globale, la BCE comprerà altri titoli di stato.

La UE e il MES fingono che la BCE sia su un altro pianeta, che i 3,000 miliardi di euro che ha creato dal niente non esistano, che il fatto che ogni mese anche oggi stampi 20 miliardi di euro per comprare titoli sia un dettaglio. In questo modo può chiedere agli Stati di impegnarsi a fare più austerità e anche default e guarda caso il primo della lista è l’Italia.

La logica dell’euro e della UE, che sia il Fiscal Compact o questo Fondo Salva Stati, non cambia: bisogna punire chi ha il debito pubblico più alto. Francia e Spagna ad esempio firmano questi trattati perché pur avendo debito PIL al 100% e un enorme debito delle loro banche, sanno che sotto di loro c’è l’Italia che subirà il peso delle regole del MES. Si ignora il debito delle banche, delle imprese, delle famiglie, si ignora che il debito privato di Francia e Spagna è maggiore del debito pubblico, ed è quello che ha creato la crisi del 2008-2011. E si ignora la ricchezza finanziaria complessiva, che in Italia è tra le più alte.

Cosa succederebbe allora se il governo italiano rigettasse queste regole che penalizzano solo noi e il parlamento non ratificasse di questo trattato? Intanto eviterebbe di contribuire con altri 111 miliardi di euro. Per chi non lo sapesse, con 111 miliardi di euro puoi ricapitalizzare la maggior parte del sistema bancario italiano. Quindi in caso di crisi ed emergenza sui mercati ci sarebbero più soldi a disposizione senza dover fare austerità e default. In breve: i politici che voteranno questo Trattato o sono degli imbecilli o dei burattini.Annunci

Di Franco Remondina (Dodicesima.com)

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