BOLLE O NO?

 

Di Franco Remondina  (dodicesima.com)

Ecco cosa avviene: la modalità “John Hopkins University”. Ne avevo già parlato… scoprirono che se buttavano una rana in una pentola di acqua bollente, la rana saltava sempre fuori, ma, se mettevano la rana in una pentola di acqua fresca e accendevano il fuoco sotto la pentola, la rana, non si accorgeva del cambio di temperatura e finiva invariabilmente bollita…

Questa è la modalità che le banche centrali stanno adottando sui mercati.

Nel 2008 il Dow Jones, perse in un giorno quasi ottocento punti e questo fece crollare il listino azionario, generando il panico e il sell-off, cioè vendite generalizzate e corsa agli sportelli bancari.

Adesso la strategia è questa: niente crolli generalizzati, solo piccoli scivoloni con un rimbalzo successivo.

Da inizio anno il Dow Jones ha perso più di duemila punti e non c’è panico. La strategia è che le rane non si accorgono che le stanno bollendo. Questo pone una questione: quanto sono intelligenti gli speculatori?

Perché, dopo il film “Wall Street” con la figura di Gordon Geko, si è mitizzata la figura dello speculatore, del finanziere che con la sua sensibilità e il suo acume diventava ricco e aveva potere, ma in realtà la domanda resta: quanto sono intelligenti gli speculatori?

Beh, diciamolo: sono poco intelligenti, anzi spesso sono dei buzzurri.

L’abito che fa il monaco? No, ma una schiera di ignoranti che confonde le cose e che si fa ingannare, la si trova sempre.

Cosi, non si accorgono della strategia della John Hopkins?

Forse se ne accorgono, ma a questo punto sperano che l’esperimento venga interrotto e che a nessuno piacciano le rane bollite.

Sono poco intelligenti!

Il punto è che gli avidi non sanno nulla del ragionamento, sono ipnotizzati dall’avidità, dal possesso.

Cosa è che gli manca? Perché qualcosa gli manca, questo è certo!

Manca ciò che il denaro e il potere non possono comprare: “non sono irresistibili per sé stessi”.

Hanno stabilito la loro inferiorità verso gli altri e il processo di riduzione dell’inferiorità avviene, secondo il ragionamento che fanno, solo attraverso il “possedere”.

Una volta cominciato, non possono smettere. Mi viene in mente l’asino con la carota…

Per questo accettano con rassegnazione la strategia della “rana”, loro hanno sempre saputo che era una via errata, non importa quanti ti ossequiavano, quante donne si innamorassero di loro, la domanda che nasceva e nasce nella loro atmosfera mentale è sempre la stessa: ossequiano me, o il mio denaro? Ama me, o il mio denaro?

La vecchia valutazione di sé stessi, rimane inalterata, non sono irresistibili per sé stessi e non c’è denaro, potere a sufficienza in questo mondo per scalfire quel “pensiero”.

Per cui questo sta accadendo, i mercati crollano, senza panico…

In fondo il mondo degli avidi, è un “mondo di falliti”, han convinto solo gli ignoranti. Interessante correlazione che fa sorgere una constatazione: gli avidi sono ignoranti che hanno cercato un modo per diventare “irresistibili per sè stessi”, gli altri, non sanno decidersi a trovare un modo e neppure cercano.

E le rane? Ah… si, loro sono rane, istintive, due scelte: se l’acqua bolle, salto; se è fresca, si sta bene, che salto a fare?

Di Franco Remondina

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