IMBECILLI SOTTO L’ALBERO

 

Di Franco Remondina  (dodicesima.com)

Voleva fare il Natale laico, l’ennesimo imbecille messo a fare il preside di una squola. Non è un errore di battitura, questa non è scuola, è squola.

Natale laico? Che significa? Se lo chiedi all’imbecille di cui si parla, userà la retorica, ovvero: come da dizionario…

2. Nell’uso moderno, con valore spreg., modo di scrivere e di parlare ampolloso e risonante, enfatico e sostanzialmente vuoto, privo o povero di impegno intellettuale, civile e morale, di scritti o discorsi privi di sincerità e impegno.

Non sa quello che dice, se lui è laico e non lo vuole festeggiare, spetta a lui come scelta individuale. Fare il preside è una cosa che si fà, voce del verbo “fare”, non voce del verbo “essere”.

Quindi questo imbecille di cui sopra non sa nemmeno chi è?

Quando gli chiedi: che lavoro fa? Come risponde? Faccio il preside oppure dice: sono preside?

Perché è in effetti importante sapere in che modalità si pone.

Or dunque, è preside, fa il preside o è laico o fa il laico? Incredibilmente, persone di questa imbecillità, vengono assegnate a ruoli di questo genere.

Natale laico è solo un atto di retorica ignobile, che esprime l’incapacità di capire la differenza tra quel che si fa e quel che si pensa di essere.

Domanda: un funzionario statale che va contro la tradizione regolata da trattati internazionali, incorre in sanzioni?

Quesito interessante, non trovate?

Un giro di vite contro questi imbecilli, è necessario? È doveroso!

Sono pagati dallo stato per il fatto di essere laici o perché dovrebbero fare il preside?

Credo che “fare il preside”, svolgere le funzioni di preside, sia la motivazione dello stipendio che gli viene corrisposto. Il laico lo fa gratis, ma in scuola, finché è nel mappale del catasto denominato istituto scolastico, lui fa il preside.

Ora, che lo faccia, non che imponga ad altri la sua laicità.

Dovrebbero decurtargli lo stipendio perché nell’orario di lavoro si dedica ad altro?

Si, a questi imbecilli dare lo stipendio è un atto ostile verso i nostri figli.

Di Franco Remondina

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