La vera ragione del “rialzo dello spread” ha un nome: il PD!

Una associazione a delinquere come quella costituitasi in Italia, volta a spennare, truffare, depredare sistematicamente i risparmi degli italiani, non ha eguali al mondo!

I giornali tifano per l’austerità, per lo spread e per la procedura d’infrazione.

Il presidende (con la “D”) dei mercati è parte di questa associazione? Giudicate voi!

Lo spread è alto per questo:

https://www.startmag.it/economia/tassi-in-crescita-sui-mutui-per-lo-spread-ecco-perche-e-una-frottola/

In sostanza è stata la BCE che nel 2016….

“… ha richiesto alle nostre banche un imponente piano di dismissione dei crediti in sofferenza e ciò determina decine di miliardi di perdite e di accantonamenti (le sofferenze nette sono scese dal 2016 da €88 a €40 miliardi) e la conseguente necessità di ripristinare la redditività, via aumento tassi.

2) Il costo della raccolta bancaria non cresce per colpa dello spread. Potrebbe accadere ma anche per altre cause, ovviamente taciute. Infatti, la raccolta bancaria tramite obbligazioni è in calo a doppia cifra da oltre 5 anni, tanto che oggi rappresenta solo il 12% della raccolta complessiva. Si deve ricordare che con l’entrata in vigore del bail-in dal gennaio 2016, questi titoli (pur con diverso grado di vulnerabilità per ciascuna tipologia) sono i primi ad essere aggrediti. Inoltre, dal gennaio 2019 le banche dovranno dotarsi di un ‘cuscinetto’ (MREL è l’acronimo per i feticisti) costituito da obbligazioni subordinate assoggettabili a bail-in. EBA (il regolatore europeo delle banche) e Bankitalia ritengono molto difficile la stima dell’impatto di queste nuove regole, ma concordano sul fatto che ci sarà e sarà significativo. Dopo le perdite inflitte ai detentori di obbligazioni subordinate di Banca Etruria, è ragionevole pensare che il rischio del bail-in, debba essere premiato con tassi più alti?

3) Infine, l’aumento dei tassi, in un intervallo oscillante tra 5 e 20 punti base, riguarda soprattutto i mutui a tasso fisso e, anche in questo caso, c’entra poco con lo spread. Infatti, l’aumento dell’IRS (parametro base per i mutui a tasso fisso) è in atto da tempo, pur restando su minimi storici, ed è attribuibile a fattori tecnici. In aggiunta, soprattutto nell’ultimo anno le banche hanno ridotto parecchio lo spread sull’IRS per motivi commerciali ed ora devono semplicemente recuperare.

Chiaro ora perché lo spread sui BTP influisce poco sui tassi dei mutui, se comparato con altre cause molto più rilevanti? Parliamo della pagliuzza, mentre la trave colpisce da tempo le banche.”

(estratto dall’articolo di cui sopra)

Ma c’è dell’altro…

https://www.startmag.it/economia/carige-unicredit-npl-banche/

Provate a darci una lettura.

Per il resto, un breve promemoria su chi siamo noi…

Siamo l’Italia!

NON ABBIAMO BISOGNO DI CALARE LE BRAGHE DAVANTI A QUESTI PUZZONI INCAPACI:

 

Di Franco Remondina (Dodicesima.com)

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