Ogni volta…

Burning books

https://www.breitbart.com/tech/2020/02/14/georgetown-u-library-bans-books-that-offend-students/

Oggi, come durante il periodo dell’inquisizione, di Savonarola, l’assurdità ideologica volta all “unico pensare” , sceglie di bruciare i libri.

La parola scritta…

E’ il bavaglio che fa precipitare il Sapiens verso l’animale invece che permettere che egli si erga nel massimo del ragionamento.

Bruciare i libri è segno di estrema debolezza, anzi, è sicuramente segno che chi brucia ha torto. Se avesse la ragione, intesa come sintesi intellettiva, non avrebbe paura dei libri che dicono il contrario di quel che si vuole sia la “via giusta”.

In effetti, nulla è “giusto” o “sbagliato”, questo attiene a chi giudica, ma a una intelligenza non sfugge la cosa più importante: perchè un concetto esista e possa essere pensato, DEVE ESISTERNE L’OPPOSTO!

Senza il nero, non esisterebbe il bianco, senza la destra non esiste la sinistra e senza l’alto, il basso non esisterebbe…

La motivazione per cui i libri vengono bruciati è davvero un’atto che formalizza la pretesa di bloccare il ragionamento: offenderebbero “alcuni” studenti!

Che ne è degli studenti che non si offendono?

Non contano?

E’ come quando da noi non si fa il presepe per “non offendere” alcuni scolari… a nessuno importa che cosi facendo se ne offendono altri?

La trappola dell’offesa è questa: OTTIENE SEMPRE QUEL CHE VORREBBE EVITARE!

L’offesa è ovunque e usarla produce sè stessa.

Se ci si inerpica su questo sentiero, si finisce per generare l’intolleranza e questo mina le regole Occidentali della tolleranza.

Non capirlo è l’indicatore del livello regressivo in cui siamo precipitati.

Che alcuni argomenti siano decretati falsi, immorali, razzisti, omofobi o quant’altro, mostra quanto ciò sia pericoloso per l’intelletto.

L’offesa per alcuni è la libertà per altri, libertà di parola, di pensiero e anche di altro…

Libertà!|

Di Franco Remondina (Dodicesima.com)

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