La “patente” di “c0j0nes”

 “La vera pandemia inizierà ora” perché tutte le persone il cui sistema immunitario è permanentemente danneggiato, potrebbero non essere in grado di combattere “nessuna” futura infezione virale!

Lo dice il governo inglese!

A pagina 23 di questo documento ufficiale

È probabile che le stime di sieropositività per l’anticorpo S nei donatori di sangue siano più elevate di quanto fosse atteso nella popolazione generale e questo probabilmente riflette il fatto che i donatori sono più probabilmente vaccinati. Le stime di sieropositività per l’anticorpo N sottostimano la proporzione di popolazione precedentemente infettata a causa di (i) i donatori di sangue hanno meno probabilità di essere esposti a infezione naturale rispetto a individui di pari età nella popolazione generale (ii) declino del N
risposta anticorpale nel tempo e (iii) osservazioni recenti dell’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (UKHSA) dati di sorveglianza secondo cui i livelli di anticorpi N sembrano essere più bassi negli individui che acquisiscono infezione dopo 2 dosi di vaccinazione.
La vaccinazione ha dato un contributo importante agli aumenti complessivi di Roche S osservati dall’inizio del programma di vaccinazione, inizialmente tra soggetti di età pari o superiore a 50 anni e superiori a quelli a cui è stata assegnata la priorità per la vaccinazione nell’ambito del programma di fase 1 e più recentemente nei giovani adulti nell’ambito della fase 2 del programma di vaccinazione.
Livelli Roche S per fascia di età e mese Il test Roche S che l’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (UKHSA) utilizza per la sierologia
la sorveglianza è completamente quantitativa, il che significa che misura il livello di anticorpi in un sangue campione; un livello di anticorpi superiore a 0,8 AU/ml (circa un UI/ml secondo lo standard dell’OMS) è ritenuto positivo. La sorveglianza di PHE e UKHSA negli ultimi mesi lo ha scoperto:
oltre il 97% della popolazione di donatori di sangue risulta positivo per gli anticorpi S, che potrebbero averlo derivato da infezione da COVID-19 o vaccinazione. Con una sieropositività così alta, è importante esaminare i livelli di anticorpi nella popolazione per valutare l’impatto della vaccinazione e di ulteriori dosi del programma di potenziamento.

Rapporto di sorveglianza del vaccino COVID-19 – settimana 42

Sostanzialmente come ormai è evidente, i vaccinati sono permanentemente soggetti a continue infezioni, dovuto al livello insolito degli anticorpi N…

https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/1027511/Vaccine-surveillance-report-week-42.pdf

https://halturnerradioshow.com/index.php/en/news-page/world/british-government-admits-covid-19-vaccines-permanently-damage-natural-immune-system

Gli inglesi ora scoprono che il vaccino interferisce con la capacità del corpo di produrre anticorpi dopo l’infezione non solo contro la proteina spike, ma anche contro altre parti del virus.

In particolare, le persone sottoposte a vaccinazione non sembrano formare anticorpi contro la proteina nucleocapside, l’involucro del virus (che è una parte cruciale della risposta nelle persone non vaccinate).

A lungo termine, i vaxxed sono molto più suscettibili a qualsiasi mutazione nella proteina spike COVID, anche se sono già stati infettati e curati una o più volte.

I non vaccinati, d’altra parte, ottengono un’immunità duratura – se non permanente – a tutti i ceppi del presunto virus dopo essere stati naturalmente infettati da esso anche una volta.

Cosi si capisce che il greenpass da vaccinazione, lungi dall’essere un certificato di libera circolazione è invece la patente del coglione.

E’ ufficiale!

https://newsrescue.com/super-spreaders-uk-2021-data-shows-vaccinated-adults-2x-as-likely-to-get-covid-though-less-likely-to-be-admitted-and-die-video/

trad

Questo video fornisce una bella visualizzazione dell’effetto degli scatti di richiamo dei vaccini Covid nel tempo, provenienti dal database ufficiale del governo del Regno Unito.

Analizza i risultati dei dati del governo del Regno Unito dalla settimana 38 alla 42 del 2021 e mostra una tendenza piuttosto spaventosa con la vaccinazione che non solo non riesce a raggiungere l’efficacia pubblicizzata del 95%, ma nella maggior parte dei gruppi di età dà effettivamente un risultato opposto e uno svantaggio rispetto ai non vaccinati/ purosangue in termini di positività al Covid-19.

Mentre i dati mostrano una maggiore protezione contro l’ammissione e la morte, la maggiore percentuale di casi tra i vaccinati crea motivo di preoccuparsi di maggiori mutazioni e varianti che si verificano in questa popolazione oltre al fatto che i vaccinati sono super-diffusori se vengono infettati di più.

Con un’età compresa tra i 18 e gli 80 anni nella maggior parte delle settimane esaminate che hanno in media 2 volte il rischio di risultare positivi all’infezione da Covid-19, i risultati se mantengono dopo lo screening dei bias scientifici, possono indicare una specifica immunodeficienza Covid-19 indotta dal vaccino o più problematicamente a una sindrome da immunodeficienza acquisita generale, AIDS nei vaccinati.

Pensa cosa ti sei evitato!

Di Franco Remondina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.