PIANO B

L’intervento del presidente dell’ABI (Associazione bancaria italiana) Patuelli, all’assemblea annuale a Roma, dovrebbe farvi riflettere su parecchie cose:
1) L’incompetenza e l’ignoranza di Patuelli
2) della incapacità conseguente 
3) del completo asservimento delle nostre banche alle direttive UE.
Il punto 3 è conseguenza dei punti 1 e 2.
Quanto sono “capaci”, quanto sono “competenti” gli organi di rappresentanza del nostro sistema bancario?
Per quello che si è visto negli ultimi quindici- vent’anni, ma direi forse ancora di più, sono letteramente degli incapaci a intendere.
La riforma delle BCC del PD e prima ancora il default di Banca Etruria, e MPS e altre, l’accettazione di una direttiva come il bail-in, dice che questi o non capiscono oppure ci vogliono fottere.
Credo sia un mix di entrambe le cose, lo si è visto.
in cui ha esplicitato il mix in modo eclatante, dopo il rinforzo del governatore di Banca d’Italia, Visco:
L’intervento ammonitore di Visco conferma che TUTTE LE NORME APPROVATE in dieci anni ( Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni)  hanno reso i nostri risparmi più vulnerabili, ovvero, abolendole diventeremmo meno vulnerabili.
A rompere i coglioni a queste pattumiere intellettive, a riportare un minimo di capacità istituzionale, a salvare l’ordine costituzionale che Pat(t)u(m)elli, presidente dell’ABI non conosce ( https://www.senato.it/1025?sezione=122&articolo_numero_articolo=47), è intervenuto Paolo Savona:
” Dobbiamo essere pronti a tutto, anche all’uscita dall’euro”
Sembra Gulliver in confronto a Pattumelli.
La Lilliput dei Visco, dei Pattumelli, degli economisti di Confindustria, dei Marattin (PD), di Repubblica, del Corriere, è in contrasto con il sentire comune.
Il “PIANO B” per cui a  Savona è stato impedito di fare il Ministro del Tesoro è quello che ciascuno di noi fa!
Ognuno di noi ha un PIANO B!
La propensione al risparmio, perchè “non si sa mai”, è il PIANO B.
Gli italiani risparmiano!
E’ un atteggiamento mentale figlio dell’insegnamento degli avi, dei nonni, dei padri…
NON SI SA MAI…
E’ questa capacità degli italiani che disturba la UE e gli UEFANATICI.
Non tollerano che gli italiani non si affidino al “sistema”, al “ci pensiamo noi”, al “just in time”, ma che vogliano pensare loro alle eventualità che potrebbero accadere.
E’ un atteggiamento considerato reazionario. Pensare, dubitare, è considerato reazionario.
E’ il nostro personale “PIANO B”, che è reazionario, l’essere pronti a tutto, che è reazionario, qualora volessi diventare “progressista”, devi abiurare il “non si sa mai”, fidarti che il “sistema provveda a te”.
Paolo Savona, come pochi altri, si erge a difesa dell’articolo 47?
Si, fa qualcosa di assolutamente reazionario, difende non solo il “non si sa mai”, “PENSA, TRAE DEDUZIONI, AGISCE IN CONSEGUENZA”, le pattumiere intellettive dell’ABI e del UE Consensus, sono lillipuziani in tal senso.
Ricordate: TOCCA A CIASCUNO PENSARE AL “NON SI SA MA”, NON AL PD, A REPUBBLICA, CORRIERE, etc…
Ecco come stanno le cose:
http://www.lavoce.info/archives/54036/nuove-clausole-per-le-crisi-del-debito-si-rischia-il-circolo-vizioso/
Gli altri ci pensano, il loro PIANO B sono i risparmi degli italiani.

 Le quattro possibilità per l’Italia secondo Sinn: 1) = Grecia, svalutazione interna e quindi inflazione più bassa che in Germania ; 2) inflazione più alta in Germania; 3) Transferunion; 4) Italexit.
Le bugie sono incredibili, dice il ministro Tria, da cacciare immediatamente, che non riesce a treovare 1 miliardo per il decreto dignità..
Ma la BCE dove trova:
PENSATECI, dovete pensarci voi al vostro PIANO B!
   
Di Franco Remondina (Dodicesima.com)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *