… WHAT ELSE?

Le leggi? Per gli amici si interpretano, le leggi, vanno applicate,alla lettera, ai nemici.
Una simile costatazione prevederebbe il licenziamento per giusta causa di quasi tutti i giudici in Italia. La giustizia ha deontologicamente dato forfait! 
Nel termine derivato “deontologico” la filosofia spesso intende la contrapposizione tra ciò che riguarda il “dover essere” (“il mondo dell’etica”) dall'”ontologico”, (“il mondo della realtà”, dell'”essere in quanto tale”)  e in senso più ampio tra ciò che si vorrebbe essere e ciò che si è.
E’ questo il problema! 
La differenza tra “quello che si PENSA DOVREBBE ESSERE LA REALTA’ E QUELLO CHE INVECE E’ “.
Se questo giudice applica la legge per un cane, nella situazione illustrata dall’articolo del link, abbiamo come comunità, un grave problema.
Ce l’abbiamo il problema e pure grosso, esso è costituito da gruppi di  persone che si sono proposte come guide morali, politiche, religiose, istituzionali e finanziarie, che si ritengono superiori a chi non la pensa come loro.
E’ la negazione del principio di Civiltà.
Cosa significhi civiltà, non è dato di sapere:
1. Il complesso degli aspetti materiali, sociali e spirituali che identificano un popolo in una data epoca e zona
2. Il livello di cultura e di progresso materiale, sociale e spirituale raggiounto dall’umanità intera o da un popolo particolare
3. Consapevolezza dei propri doveri e diritti civili e il comportamento che ne consegue
Cioè, dare aria ai denti, per dirla alla mia maniera. Una marea di minchiate.
Non riusciamo a definire un termine come civiltà.
Civiltà significa tollerare che ci siano punti di vista diversi, significa tollerare la diversità. Civiltà è migliorare sè stessi confrontandosi con pensieri diversi e, grazie a questo, cambiare in meglio la propria comunità.
Civiltà è l’operare dell’intelligenza invece che l’operare della credenza. Se la civiltà è retta dall’intelligenza e non dalla credenza essa, solo per il fatto di essere guidata dall’intelligenza, diviene evolutiva, i valori che essa esprime sono valori evolutivi, l’etica e la morale divengono evolutive e poste di fronte
all’ errore, lo identificano come errore. 
Oggi si cerca di adeguare l’intelligenza all’errore, ma questo significa INCIVILTA’. Possiamo quindi dire che in-ci-viltà sia la viltà di apparire intelligenti, ovvero la paura di essere intelligenti.   
Nella fattispecie, quella dell’episodio del cane che ha difeso la “sua” famiglia, la legge viene applicata. IL CANE VA ABBATTUTO PER LA SUA PERICOLOSITA’ SOCIALE, questo giudice è IN-CI-VILE.
Entrando nel merito avrebbe deliberato “sotto condizionamento” in-ci-vile.
A parte il fatto che era “di notte” e secondo la nuova riforma (in-ci.vile, la riforma) il cane è autorizzato, è la motivazione articolata di questo giudice che lascia sgomenti: se il cane viene abbattuto per la pericolosità sociale, dovrebbero essere abbattuti anche i quattro nordafricani!
Le iperboli che tale sentenza ingenera, sono molteplici e un giudice, un giudice vero, non un “deontologicamente giudice”, ovvero uno che pensa di essere giudice ma che nei fatti dimostra l’insussistenza del suo ruolo con le sentenze che emette, prima di emetterle dovrebbe averle considerate.
Per estensione, il cane viene giudicato per il suo comportamento, esso viene considerato come persona, come parte integrante della comunità, viene dotato di considerazioni “umane” e condannato a morte.
L’intelligenza che ha identificato l’errore come “Errore”, agisce quindi di conseguenza: rimuove l’errore.
Per estensione, il giudice dovrebbe auto rimuoversi.
Civiltà invece di in-ci-viltà… what else? 
Di Franco Remondina

Una risposta a “… WHAT ELSE?”

  1. L’episodio del cane era già apparso in novembre 2016 e si era comunque rivelato come una bufala. A parte questo riferimento nulla da eccepire per l’articolo ????

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