ENTROPI(RL)A

Di Franco Remondina (dodicesima.com)
Ci ha messo poco, Trump, a sfanculare gli americani, anche lui il “Grillo d’america”, si è capovolto!
Il parallelo tra M5S e Trump è improponibile? Oh certo, lui ama di più le ostriche invece che il tonno… ma quello che si evince nei due capovolgimenti politici è questo: l’attuale struttura legislativa è diventata mostruosa e se cerchi di cambiare, scopri che non sai da dove cominciare.
Il mondo fa schifo per legge!
Non è una boutade, è cosi che stanno le cose…
E c’è un aspetto vincolante che rende vano ogni cambiamento in meglio, ovvero, se parli in termini di miglioria, la tua discussione di fatto diventa illegale. Succede con la moneta, con le tasse, con l’immigrazione, con l’autodeterminazione dei popoli, con ogni “diritto” costituzionale.
Le costituzioni di tutto il mondo sono state rese di fatto illegali dal picco legislativo.
Le riforme necessarie, il mondo non le fa.
L’Italia, non le fa!
Perchè con quella storia li, quella delle riforme necessarie, si è dato da bere alla gente che lo sviluppo sia un dato che è soggetto alla legge.
E’ vero esattamente il contrario. Lo sviluppo di una nazione è inversamente proporzionale al numero di leggi promulgate!
E’ la storia a raccontarlo.
Siamo di fronte ad un fenomeno ripetuto e ripetitivo: l’entropia legale.

Entropia è un sostantivo femminile, usato in fluidodinamica, ma anche in senso lato per la descrizione di altri scenari e recita:

Nella teoria dell’informazione, quanto è d’impedimento alla chiarezza e univocità del messaggio; maggiore è l’entropia, minore è la quantità di informazione.
Stando cosi le cose l’unica vera riforma necessaria è questa: l’abrogazione di un numero elevatissimo di leggi.
Diciamo, per farla breve, di tutte le leggi degli ultimi 36 anni.
Con un tale provvedimento, l’Italia ripartirebbe alla grandissima. Questo varrebbe per la quasi totalità delle nazioni.
Il problema è chi ha concepito e proposto e ha votato e quindi promulgato tali leggi; era realmente capace di capirne le implicazioni?
La risposta è: NO, non era capace!
Ovviamente questa incapacità è sesquipedale, enorme, come si comprende che l’entropia legale prodotta è il solo e unico problema?
Prendiamo il problema del debito… nessuno ci capisce una mazza! Gli esperti, colti da entropia razionale, dicono che il debito è un problema per tutti…
Come mai, allora c’è la corsa ai titoli di stato? Che accadrebbe se cancellassimo tutto il debito?
NON LO SANNO! 
La cosa probabile è che : NON SUCCEDEREBBE NIENTE. 

Chiedo a Brera, l’uomo di finanza, cosa si può fare col debito pubblico.

«Vuole una risposta accademica o eretica?».

Eretica.

«Allora bisogna dirci che il debito pubblico è liquido: nessuno sa davvero come si calcola, cosa c’è dentro. C’è anche il debito dei cittadini? Possiamo dire che i risparmi degli italiani, che sono tanti, lo garantiscono? E vogliamo aggiungere che, in area euro, il debito pubblico è relativo, nel senso che è molto basso rispetto al Pil? Ancora: una parte di debito è comprato dalle banche centrali col quantitative easing della Bce. Quello fa parte del debito pubblico o no? Sì, però è praticamente infruttifero perché lo Stato paga gli interessi ma li recupera sotto forma di utili della Banca d’Italia… Io ipotizzerei una sorta di remissione di questa parte del debito. E senza gridare allo scandalo. Sfido chiunque a dire che riparte l’inflazione, se cancelli un po’ di debito pubblico».

Nesi. «Suona complicatissimo, ma è semplicissimo: l’Europa ci dovrebbe rimettere la parte italiana dei 60 miliardi al mese in titoli sottoscritti dalla Bce».

Notate nell’intervista, la versione può essere “accademica”, cioè frutto della legislazione o “eretica” cioè quello che andrebbe fatto!
Ma non è solo quello, è tutto l’insieme…
Questa aberrazione legislativa ha prodoitto il dissolvimento del libero pensiero. le persone incatenano i loro processi mentali, ragionando su quel che si è venuto a creare invece che sul come dovrebbe essere.
Ecco la differenza sostanziale: le costituzioni sono una espressione di idealità, di principi condivisi, le leggi sono espressione di gruppi di potere!
Le leggi sono un mezzo di oppressione sopratutto coercitivo, cioè ti rendono mentalmente incapace di vedere un mondo migliore.
Tu chiamale se vuoi… rotture di coglioni.
Di Franco Remondina (Dodicesima.com)

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